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Roma, “One Sense” il primo ristorante dove si parla la lingua dei segni

24/10/2018 - AUTORE: Redazione DA

La realizzazione di un sogno per Valeria Olivotti, una ragazza di 29 anni sorda che ha perso l’udito  all’età di 3 anni, che insieme alla mamma Donatella Montani, ha aperto il primo ristorante in cui di parla la lingua dei segni, chiamata Lis.
Valeria intervista da Gambero Rosso, definisce il suo “One Sense” «il locale che non c’era» un luogo unico, alla garbatella, quartiere storico di Roma, in cui ai camerieri udenti, si uniscono anche i non udenti, lavorando insieme.
La decisione di chiamarlo “One Sense” deriva dalla volontà di creare un luogo in cui tutti i sensi: vista, gusto, olfatto, tatto e soprattutto, udito convergono in un unico linguaggio universale, aprendo le porte alla diversitàsenza escludere nessuno e facendo sentire tutti a casa.

Secondo i dati Inps i non udenti in Italia sono oltre 40 mila persone, benché le agevolazioni per loro, siano pochissime e venga purtroppo erroneamente considerata una disabilità “di poco conto” , quasi nessun udente parla la Lis, e spesso anche solo andare al ristorante diventa complicato e non agevole.
 
One Sense unisce ai camerieri che parlano la lingua dei segni, una cura nella scelta delle materie prime, con prodotti che provengono quasi esclusivamente da aziende biologiche e solidali
I piatti nel menù sono contraddistinti da un numero per facilitare l’interazione fra ospiti e personale di sala, a questo si aggiunge la presenza di una libreria con molti volumi sul tema del mutismo, per chi volesse approfondire l’argomento
e una parete che si può trasformare in palco, in cui si organizzano oltre a show cooking e corsi di cucina, anche proiezioni di film muti e spettacoli di danza silenziosa.

Fonte: http://www.positizie.it/2018/10/08/a-roma-ha-aperto-one-sense-il-primo-ristorante-dove-si-parla-la-lingua-dei-segni/?fbclid=IwAR2ZVQ1yk-dMbdZDiu6FfBA_JADNvvm2Vr1ci5SsNizXngzkO9ut8kX3u7M