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"Il mare di tutti", disabili compresi: un esperimento di successo a San Foca

09/09/2018 - AUTORE: Sonia Sabatini

LECCE – Le difficoltà motorie, legate ad una patologia, non dovrebbero mai compromettere la qualità di vita delle persone. Ma se ai problemi di salute si aggiungono le barriere architettoniche che campeggiano nelle città italiane, notoriamente poco attente ai bisogni di tutti i cittadini, la situazione si complica.

Il Salento non è però del tutto insensibile al problema. Se molto resta da fare, qualche passo in avanti è stato compiuto in virtù di progetti ad hoc. Uno su tutti “il mare di tutti”, promosso dall’associazione Sunrise Italiana Sclerosi Multipla: un progetto pilota di una spiaggia attrezzata per i disabili affetti da sclerosi multipla.

L’esperimento, unico e virtuoso su scala nazionale, ha preso piede nel mese di luglio a San Foca, marina di Melendugno: il lido Coiba è stato dotato di tutti gli elementi necessari ad ospitare le persone affette da sclerosi multipla, compresa la possibilità di fare fisioterapia in mare.

Gli utenti hanno potuto raggiungere la spiaggia a bordo di un pulmino e nel lido erano presenti uno spazio dedicato medico, un’isola per l’attrezzatura per la riabilitazione in acqua, postazioni dedicate, passerelle fino in mare e cabine spogliatoi.

La spiaggia deve molto all’impegno ed all’energia della presidente Maria De Giovanni che ha potuto contare sulla collaborazione di Assotur, Associazione operatori turistici marine di Melendugno.

Così l’iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Melendugno, ha raggiunto numeri interessanti: hanno aderito più di un centinaio di persone, turisti compresi, e 20 di loro hanno usufruito della fisioterapia in mare.

La novità più interessante del progetto è proprio l’introduzione della talassoterapia che ha permesso ai pazienti di sperimentare una forma di libertà di movimento che supera la disabilità, avvalendosi del sostegno di personale qualificato.

Sulla spiaggia sono stati sempre presenti, infatti, il fisiatra Franco Farì, il fisioterapista Jacopo Russo, il cardiologo Gabriele De Masi, l’infermiere soccorritore Salvatore Galati, il preparatore atletico Francesco Cola Giorgio. Il progetto ha garantito, inoltre,

Maria De Giovanni si è detta entusiasta della buona riuscita del progetto: “È stata un’esperienza all’insegna dell’accessibilità, intesa come libera condizione di autonomia e sicurezza e del saper coniugare ragioni sociali e socio sanitarie con la capacità di rispondere a un bisogno reale, quello relativo alla libertà pur nella disabilità”.

“Il mio obiettivo – ha aggiunto - è quello di scardinare la disabilità spesso isolata nell’ombra della vergogna, di uscire allo scoperto e ci sono riuscita, perché tante persone hanno chiamato per poter aderire. Non pensavo ci fossero tante persone con sclerosi multipla, abbiamo cercato di dare una risposta viva sul territorio e l’idea è stata vincente”.

La presidente dell’associazione ha voluto lanciare un messaggio chiaro: non basta mettere una passerella in un lido o una Job per risolvere il problema. Le persone diversamente abili necessitano di misure e aiuti concreti.

“Chi potrebbe entrare da solo in acqua su una “Job”? Ricordo che la sedia adatta per stare nel mare ha comunque bisogno di essere sostenuta almeno da due persone – ha precisato lei -. Ecco perché l’idea è quella di arrivare ad un turismo sempre più accessibile, con personale formato anche sui lidi. Il prossimo anno si ripeterà l’esperienza, con le attività svolte tutti i giorni, tre sulla costa dell’Adriatico e tre su quella Jonica. Questo perché il mare è di tutti”.
 

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SONIA