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Trovare una babysitter per un bambino disabile: una “missione im-possibile”?

Le scuole di ogni ordine e grado hanno riaperto le porte in questi giorni, e la paura dei genitori e i dubbi sono tanti, soprattutto per coloro che hanno dei bambini con delle difficoltà o disabilità e che magari devono riprendere a lavorare o hanno deciso, viste le incertezze sul futuro, di tenere a casa da scuola i loro bambini.

Come fare a conciliare casa, bambini e lavoro?

Le soluzioni per chi lavora sono essenzialmente due :

  • ci affida ai nonni, per chi li ha e se la sente di rischiare, magari, la loro salute,
  • si pensa ad un servizio di baby sitting.

E qui, iniziano i primi intoppi.
Sì, perché se è facile trovare una babysitter per un bambino anche piccino, ma senza esigenze particolari, altrettanto non lo è per lo stesso bambino che magari ha una qualche disabilità.

Parlando con una mamma, Asia e con altri genitori, sul gruppo Facebook “PCI - paralisi celebrale infantile”, sono venuta a conoscenza di quanto sia difficile trovare una baby Sitter per il proprio bambino affetto da disabilità, il fatto è che molte persone si tirano indietro quando sanno che avranno a che fare con un bambino “diverso”, rifiutandosi senza nemmeno aver avuto un incontro conoscitivo con la famiglia e con il bambino stesso.

Uno altro utente del gruppo, Francesco B., ha riportato in un commento, la sua esperienza. Dopo svariati tentativi di trovare una babysitter per i suoi figli, ha avuto l’idea di girare una video-richiesta pubblicata su Facebook dove i figli (quello con PCI e sua sorella) facevano le loro richieste, con molta ironia e mettendo in evidenza che alla fine era una cosa fattibile.
Il tutto ricorda molto il film Disney “Mary Poppins”, dove i figli del signor Banks, facevano più o meno lo stesso, per cercare la “tata” perfetta.
Il fatto che il video sia stato ricondiviso da moltissime persone, ha permesso alla famiglia di raggiungere molti candidati che altrimenti non avrebbero neanche avuto modo di prendere in considerazione.

Esistono, su internet, vari siti specializzati nel mettere in contatto genitori e babysitter e, i più, funzionano con una registrazione al sito piuttosto intuitiva da ambo le parti, dal lato del fruitore e dalla parte di chi cerca lavoro.

Il tutto corredato da dei feedback o delle recensioni sui profili degli iscritti come potenziali baby sitter, per verificarne competenza e affidabilità.

Quello più quotato è sicuramente Sitly (https://www.sitly.it) un sito la cui registrazione è completamente gratuita e non comporta nessun tipo di impegno. Dopo la registrazione, sta al genitore decidere se incontrare le famiglie o le baby sitter della zona per un colloquio.

Il secondo che mi sento di consigliarvi è Oltretata (https://www.oltretata.it) servizio web attivo nel settore da dieci anni e molto ben fatto e affidabile. Ci si iscrive gratis come genitore e si può cercare abbonandosi per 20€ euro mensili le babysitter contattandole in base alle proprie esigenze.

Ovviamente questi sono i metodi più immediati per cercare, ma non sempre in caso di bimbo con specifiche esigenze si trova davvero la persona giusta.

Esistono anche i servizi di assistenza sociale, attivi, ad esempio, nel comune di Milano con un servizio apposito che si chiama “Servizio Baby Sitter” e prevede, fissando un appuntamento, di ottenere: orientamento e consulenza sulla ricerca di una baby-sitter e supporto alla contrattualizzazione.

Un altro progetto piuttosto innovativo è BabyXitter, un servizio di assistenza domiciliare per piccoli disabili. BabyXitter è un’associazione nata nel 2005 e si rivolge alla fascia d’età da 0 a 17 anni, insieme ad assistenti preparati a far fronte a qualsiasi tipo di problema.

L’associazione ha diverse sedi e non si occupa solo di fornire persone specializzate, ma di formarle, anche grazie a corsi tenuti da medici specializzati. Chi decide di intraprendere questo percorso deve essere prima di tutto preparato e pronto ad affrontare la sfida e a stare vicino, nel migliore dei modi, al bambino.

Nell’autunno 2019, il termine “Baby-Xitter” viene inserito dalla TRECCANI, come nuovo neologismo che identifica il baby-sitter speciale per bimbi diversamente abili.

Questa è davvero un’iniziativa lodevole, segno che i tempi stanno lentamente cambiando, ma personalmente, credo che sia doveroso in primis, nei limiti della propria sensibilità e delle situazioni oggettive, abituarsi a vedere un bambino disabile solo come “un bambino”, senza metterci sempre tutto l’ovvio e pesantissimo fardello della disabilità, per quello ci pensa già la vita, con le sue inevitabili sfide.

Per chi nasce con una disabilità è già tutto in salita e non esiste ascensore, e la ricerca di personale competente attento e dolce non dovrebbe essere per i genitori un ulteriore gradino da scalare.

Interviste, foto e video autorizzati

Samanta Crespi

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