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Mangiare sano sempre più difficile

Quello dei pesticidi su frutta e verdura è un problema da non sottovalutare. Si parla sempre più spesso dell’uso smisurato e incontrollato dei pesticidi nocivi, per la salute dell’uomo, inquinerebbero oltre al cibo anche falde acquifere e l’aria che respiriamo, tutto questo assurdo per chi dovrebbe tutelare e rendere sicuro quello che ogni giorno arriva sulle nostre tavole. Continuamente ci dicono di nutrirci di frutta e verdura e invece scopriamo che ci avvelenano..?  Come dimostrato sono molti, infatti, i prodotti che vengono trattati con queste sostanze nocive per il nostro organismo. Per decenni, diversi pesticidi tossici sono stati definiti "sicuri" per la salute ... fino a quando è venuto fuori il reale rischio per la salute delle persone", affermano gli esperti. "Mentre i legislatori e gli scienziati discutono riguardo la sicurezza dei pesticidi, l'EWG (La Guida per i consumatori sui pesticidi )nell'ortofrutta continuerà ogni  anno ad attirare l'attenzione su frutta e verdura con le più alte percentuali di pesticidi. Una recente indagine della associazione dei consumatori francesi UFC – Que Choisir su 150 campioni fra fragole, mele, pere e uva da agricoltura convenzionale e biologica provenienti da diversi paesi europei tra cui l’Italia, ha dimostrato la presenza di una quantità allarmante di pesticidi. L’indagine ha messo in luce che lavare o sbucciare la frutta non elimina totalmente il rischio pesticidi. Il test di laboratorio ha riscontrato la presenza di oltre 500 pesticidi, solo la frutta biologica ne è risultata priva. Alcuni agricoltori, inoltre, trattano i loro prodotti anche dopo il raccolto per fare in modo che si mantengano più a lungo in caso di eccedenze. In questo modo i pesticidi riescono a penetrare anche nella polpa dei frutti. Esistono alcuni stratagemmi per rendere più sicuri i prodotti ortofrutticoli. Ma non esiste, purtroppo, un sistema che gli esperti considerino efficace al 100%.La maggiore preoccupazione deriva dal fatto che, secondo l’associazione francese, i pesticidi sarebbero stati rinvenuti anche in frutta lavata e strofinata per 10 secondi sotto acqua corrente o sbucciata.
Nello specifico le mele sono state analizzate in tre differenti modalità: senza alcun trattamento avevano 9 molecole presenti; lavate come descritto sopra conservavano 8 molecole; sbucciate avevano in media 6 molecole. In realtà, una dichiarazione dell'Accademia Americana di Pediatria afferma che i bambini sono particolarmente più esposti e sensibili agli effetti dei pesticidi, che provocano un aumento del rischio di tumori pediatrici e problemi comportamentali, tra cui difficoltà di apprendimento. L'esposizione ai pesticidi è stata collegata anche a tutti i tipi di condizioni come l'artrite reumatoide, il lupus, la malattia di Parkinson, il morbo di Alzheimer e il cancro. Per quando riguarda il biologico, sono, infatti, bassissime le percentuali di pesticidi su frutta e verdura registrate. E, talvolta, possono essere il frutto di contaminazioni attraverso l’aria o il terreno. Occorre, però, segnalare, come spiegano alcuni degli studiosi intervistati, che, talvolta, alcuni agricoltori, per preservare le colture dai parassiti, utilizzano prodotti che sono effettivamente naturali ma che risultano, però, tossici anche per l’uomo. Uno di questi è il rame.Il fenomeno del trasporto a media distanza dei pesticidi è ancora poco conosciuto. Esso dovrebbe essere tenuto conto per autorizzare e revocare l’uso dei pesticidi. I risultati di un gruppo di ricerca dell’Università di Milano Bicocca, ricavati dallo studio delle acque di fusione di sei ghiacciai alpini, mettono in evidenza la gravità del fenomeno. Preoccupante anche come il ghiaccio riveli una contaminazione costante di pesticidi, dai primi anni ’90 al 2013. I risultati dovrebbero spingere per la messa al bando di pesticidi da tempo individuati come pericolosi per la salute e l’ambiente e dovrebbero far riflettere chi ha fiducia nell’ambientalismo neoliberale che fa credere che creando i parchi si possa proteggere e ricreare una natura “incontaminata”.  Mangiare sano sempre più difficile e l’unica arma che abbiamo per difenderci da tante insidie nascoste proprio nel cibo è raccogliere informazioni e aprire gli occhi. Non fidiamoci di frutta fuori stagione, lucida e dai colori accattivanti: le insidie sono evidenti e rischiamo di danneggiare seriamente la nostra salute e quella dei nostri figli. Scegliamo consapevolmente cosa mangiare ne beneficeranno le nostre famiglie e l’ambiente che ci circonda.

Piero