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“L’Universo è racchiuso in una stanza”, un’esperienza sensoriale per le persone disabili.

14/02/2019 - AUTORE: Andrea De Chiara

“L’Universo è racchiuso in una stanza”: un progetto che, attraverso la plurisensorialità, ha l'intento di stimolare le capacità delle persone con disabilità intellettive: in che modo è possibile ottenere tutto questo?

“L’Universo è racchiuso in una stanza” è il nome di un progetto realizzato dal Centro di riabilitazione “A. e V. Pecorino” della Fondazione Opera Diocesana Assistenza di Catania. Questa iniziativa dà la possibilità a persone con disabilità motoria e intellettiva di provare i benefici di un'esperienza plurisensoriale unica nel suo genere; naturalmente l'equipe di professionisti della struttura guiderà ognuno, passo per passo, in questo lungo e importante viaggio con se stessi. Per comprendere la validità di questo particolare percorso terapeutico, basta pensare alla storia del Centro “A. e V. Pecorino”: innanzitutto questa struttura riabilitativa è stata istituita 50 anni fa; secondo quanto si legge dalla sua biografia sul portale oda-catania.org, infatti, era il 1969 quando a Sant’Agata Li Battiati (CT) è stato eretto l’Istituto medico psico-pedagogico per la riabilitazione dei minori con disabilità intellettiva. Nel corso del tempo questa struttura riabilitativa ha ampliato la sua offerta per rispondere sempre meglio a nuovi bisogni terapeutici, più complessi e specialistici; è in quest'ottica che è nato “Universo in una stanza”, grazie anche al contributo economico dell’Associazione L’angelo Federico (fondata in Sicilia per onorare la memoria di Federico Vellini, nato il 16 Aprile 1983 e scomparso il 23 giugno 2008 a causa di una grave malattia).

L’esperienza sensoriale che il Centro “A. e V. Pecorino e l’Associazione L’angelo Federico hanno progettato, è stata studiata nei minimi dettagli, per permettere alle persone con disabilità di poter imparare a sfruttare al meglio le proprie capacità residue e di scoprirne di nuove; nella pratica, chi entrerà in questo luogo sensoriale verrà stimolato attraverso la combinazione di diversi giochi di luce e suoni naturali. ”La valenza terapeutica delle stanze plurisensoriali dovrebbe essere inserita in qualsiasi programma di fisioterapia offerto da tutti i Centri di riabilitazione presenti in Italia - spiega Gabriella Bonaccorsi, neuropsichiatra infantile e direttore medico responsabile del Centro Pecorino – questa modalità spronerà le persone con lo spettro autistico ad interagire con lo spazio circostante. Generalmente una seduta da 45 minuti, effettuata dietro il controllo di un esperto, ha lo scopo di migliorare la comunicazione non verbale”. In Olanda e nel Nord Europa questa terapia ha preso piede già negli anni ’70, anche se in Italia la terapia del plurisensoriale è ancora poco diffusa. Nonostante questo notevole ritardo, i componenti del Centro di riabilitazione “A. e V. Pecorino” hanno cercato di colmare questa lacuna attraverso un progetto realizzato grazie ad un'altra realtà sociale importante nel panorama della disabilità del sud: si tratta dell’ODA, uno dei più grandi enti socio-assistenziali del Mezzogiorno, oltre a “L’Angelo Federico”, già citata in precedenza.

Senza nulla togliere alla validità del progetto ideato dal Centro di riabilitazione “A. e V. Pecorino” & company, dal 2004 c’è l’Associazione “L’Abilità Onlus”, situata in zona porta Nuova di Milano, che si occupa di portare avanti un progetto simile che permette a bambini con difficoltà psicomotoria di entrare in contatto con la magia del plurisensoriale. Naturalmente da un punto di vista tecnico “Spazio Gioco”, il nome del progetto di questa Associazione, avvalendosi di diverse attività ludiche mirate alle relazioni tra pari in quest'ambito, offre delle attività meno strutturate rispetto all’eccellenza del Centro riabilitativo catanese: sul versante opposto però, il progetto “L’Universo è racchiuso in una stanza”, basandosi su sedute fisioterapiche circoscritte uno a uno, viene meno lo scambio reciproco gli uni con gli altri, che è uno dei principi fondamentali per chi intende entrare in contatto con i propri sensi. Lungi dal favorire un approccio piuttosto che l'altro, in questa sede si vogliono solo mettere a confronto due metodi diversi che permettono alle persone con disabilità di sperimentare la mulltisensorialità; non è detto che in futuro ambedue i sistemi possano essere integrati, affinché i beneficiari ottengano risultati ancor più soddisfacenti: da profano, questa constatazione, rappresenta solo un mero suggerimento in merito alla questione in oggetto; sicuramente qualsiasi esperto in materia potrebbe fornire un parere più pertinente al riguardo.

Andrea De Chiara