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L ‘arte che fa riflettere

26/01/2019 - AUTORE: Floriana Salvagione

Siamo nel fine settimana e si sa che siamo più tempo libero magari da usare per andare a visitare i musei. Allora lasciate che gli dia un consiglio, ancora per pochi giorni fino al 31 di questo mese c'è una mostra particolare nel complesso del Vittoriano a Roma. titolo di questa esposizione è: inclusion/exclusion, sottotitolo è: inclusione vs esclusione
Saranno esposte 52 Opere create nei laboratori della comunità di Sant' Egidio. Gli artisti sono tutti disabili, il loro insegnante è l'artista Cesar Meneghetti. L’evento è organizzato in collaborazione con il ministero per i beni e le attività culturali, polo museale del Lazio. Davanti agli occhi dei visitatori sfileranno diverse installazioni con diversi temi ( migrazione, guerre, segregazione, isolamento.) Per farvi un semplice esempio in modo che possiate capire, vi potreste trovare davanti a tante barchette di carta, a ricordare numero sbarchi che da molto tempo coinvolgono i nostri mari. Proviamo a chiederci, come mai secondo voi come materiale è stata usata la carta? Io una risposta personale me la sono data, ed ora  condivido con voi il mio pensiero: Cioè che il materiale usato, la carta da un senso di fragilità, che può essere benissimo paragonabile alla situazione di  un essere umano che scappa dalla guerra o da altri mali. Un altro tema che possiamo trovare osservando la mostra è quello delle periferie, sia quelle fisiche presenti nelle nostre città che molto spesso dimentichiamo,  sia quelle più gravi e profonde presenti nelle nostre esistenze. Chi deciderà di partecipare, non potrà non sentirsi interrogato da tutti questi elementi, tutti i materiali utilizzati per l’allestimento sono di vario genere non troverete solo quadri, ma anche video, fotografie e testi scritti, un tipo di arte informale e quindi più diretta. I laboratori sono una forma di espressione, che la comunità propone ed usa ormai da tempo portando sempre ottimi risultati sia per le persone coinvolte che possono esprimere ciò che sentono in modo completo e con tanti linguaggi diversi, sia per le persone che vivono questa realtà pur non essendo disabili. Non si parla soltanto a livello terapeutico, ma anche il livello artistico, visto che  si sono avuti risultati lusinghieri. Il maestro ed artista Meneghetti, come suo intento principale con questo lavoro vuole mettere in luce l’importanza di accogliere e conoscere chi sentiamo diverso da noi… E quali  migliori esponenti di noi  disabili, per portare avanti questa idea visto che troppo spesso ci  sentiamo diversi in questa società? Mi sento di chiedervi un favore non snobbate questa iniziativa, sminuendola perché si parla di artisti con disabilità. Se avete intenzione di partecipare, viveteli come veri e propri artisti. Vorrei darvi inoltre un consiglio, su un film che potete andare a cercare anche su internet ad un secolo della morte di Van Gogh il cui titolo è: “Sulla soglia dell’eternità”. In tanti vi starete chiedendo perché proprio Van Gogh? Che oggi consideriamo un mostro sacro della pittura… È stato scelto lui perché, se l’avessimo incontrato alla sua epoca di certo lo avremmo evitato o nel peggiore dei casi allontanato, visto che veniva considerato un disadattato, quindi ciò sta a dimostrare che l’apparenza inganna tantissimo era un genio ma nessuno l’aveva capito... E chi l’ha detto che anche fra questi disabili non potrebbe esserci un bravo pittore? Perciò andate a visitare senza pregiudizio.

 Spunti da: https://culture.globalist.it/arti/2019/01/23/l-arte-dei-disabili-non-e-disabile-e-ci-invita-ad-accogliere-2036423.html

Floriana Salvagione