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Gli efetti positivi del sonno

Basta una cattiva abitudine a disturbare il sonno e a rendere il risveglio un vero dramma. Ma dormire meglio è possibile.? Una notte travagliata, costellata da continui risvegli o periodi di insonnia, ha come diretta conseguenza una giornata faticosa da affrontare, con un basso livello di concentrazione e molta stanchezza accumulata. Sempre più studi confermano che per condurre una vita serena e in salute serve anche riposare bene di notte. Gli studi condotti nei laboratori del sonno hanno inoltre dimostrato che, dietro a disturbi talora apparentemente banali del sonno, esistono importanti modificazioni di fondamentali funzioni biologiche, c'è dunque chi dorme poco e male, e chi dorme troppo, ma c'è anche chi dorme quando dovrebbe stare sveglio ed è ineluttabilmente sveglio quando dovrebbe dormire. Spesso però acquisiamo nel tempo abitudini errate che, forse anche inconsapevolmente, influiscono sul riposo notturno e, a cascata, sulle nostre prestazioni quotidiane. Riposare bene è alla base di uno stile di vita sano ed equilibrato. Ma cosa succede al nostro corpo quando dormiamo? In particolare, cosa accade al nostro cervello durante le ore di riposo? Lo sanno tutti che dormire è fondamentale per vivere bene, ma in pochi sanno cosa succede al nostro cervello durante le ore di riposo. Il sonno ha effetti positivi per tutte le funzioni cognitive, in realtà non c’è nessuna funzione che può sfuggire a questa regola che rimane preservata anche dopo la deprivazione di sonno. È da più di 30 anni che ricercatori e scienziati studiano il sonno per capire i meccanismi che si celano dietro questa azione solo in apparenza semplice. Gli esperti, sono certi che la mancanza di sonno può causare stanchezza cronica, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione e irritabilità. Un’insonnia prolungata, inoltre, può avere effetti dannosi sulla salute. Per la maggior parte delle persone è sufficiente dormire dalle 7 alle 8 ore a notte. Poi ci sono i cosiddetti “dormitori lunghi”, che necessitano di 10 ore. Esistono anche i “dormitori corti”, per i quali sono sufficienti 5 o 6 ore di sonno per star bene e non lamentare eccessiva sonnolenza diurna o sensazione di spossatezza. Studi scientifici hanno dimostrato che il sonno profondo è indispensabile per il trasferimento delle memorie a breve termine accumulate nell'ippocampo.
Ma da cosa dipende l'insonnia degli anziani? Un primo fattore è forse rintracciabile nella perdita di neuroni nel nucleo preottico laterale dell'ipotalamo anteriore, una regione cerebrale deputata al regolamento dei ritmi sonno-veglia: queste cellule ci "dicono" quando è ora di dormire. E con l'età si riducono di numero. Per favorire il riposo notturno, sì a prendere l’abitudine di bere prima di andare a letto una tisana calda alle erbe. Rimandare l’attività sportiva a dopo cena non è una buona idea, purtroppo. Sport e movimento favoriscono il rilascio di endorfine nel nostro organismo che hanno un potere eccitante. L’ideale sarebbe svolgere queste attività almeno 3 ore prima di andare a letto. Le più indicate sono quelle a base di valeriana, camomilla, malva e passiflora, che hanno un potere sedativo e rilassante. Mentre la tisana al finocchio è indicata per favorire la digestione, e sappiamo bene che se si hanno problemi a digerire il sonno non potrà essere sereno.

Piero