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Camminiamo con i problemi dei mondo? abbiamo la fede di chiedere e ottenere pane e pesci?

Oggi nel vangelo Gesù insegna ai suoi pastori ai suoi sacerdoti di dare da mangiare al suo popolo, ma quale pane dovevano dare da mangiare?
In primis il pane della parola, è la parola giusta che fa cambiare, meditare, cambiare il modo di pensare le persone. Ma perchè? pensiamoci quante volte basta una parola sbagliata non pronunciata bene  a rovinare un rapporto a far cambiare in peggio le persone? le parole sono armi in positivo o in negativo.

La stessa cosa vale anche per l' esempio, se mi comporto e dico certe cose sbagliate come pastore o come capo nella famiglia i figli che faranno? Tutti seguiranno quel modo di pensare e comportarsi, se invece do da mangiare il pane della sua parola allora tutto cambia, il pensiero, le parole, i gesti, il saperci muovere cambia.
Ma dobbiamo muoverci per andare dove? Verso la gente come faceva Gesu', ad imitare Gesu' che aiutava a guarire, dava da mangiare, perdonava, faceva riflettere.


Noi diamo questo cibo a chi ce lo chiede-? Apriamo la nostra casa? I nostri portafogli? Siamo caritatevoli e ostinati nel risolvere un problema altrui? Siamo caritatevoli nel aiutare il prossimo concretamente e spiritualmente? Siamo come gli apostoli disposti a morire pur di aiutare, insegnare, dare da mangiare, aiutare a guarire gli altri? La chiesa siamo noi tutti ma i pastori si trovano in mezzo alla gente che ha problemi? I pastori si trovano in prima linea a camminare in mezzo alle difficoltà del mondo? O fanno l'errore in buona fede di voler stare soli con Gesu' sempre e tenerselo per loro quel rapporto?


Gesù insegna nella sua vita che tutti i tre i pani servono: quello della parola, quello materiale come il pane e i pesci e infine il pane del cielo.
Avete mai pensato sul perchè Lui ha transustaziato se stesso proprio nel pane? In un elemento cosi semplice ma cosi essenziale? proprio perchè era semplice ed essenziale e avrebbe nutrito il corpo e l anima. E ci ripete a noi dategli voi da mangiare a chi ha bisogno, Dategli pane e pesci e se non avete soldi, ci chiede di credere al tal punto di avere la stessa sua fede di chiedere al Padre in suo nome di non far mancare il cibo e le cose materiali essenziali a chi ha bisogno. Ma l abbiamo questa fede di credere in tutto ciò?

Il pane che ci ha lasciato Gesù è lui stesso che si è donato gratuitamente, ha donato la sua vita, i suoi atti, la sua sofferenza gratuitamente e questo pane è il contenitore della sua umanità e divinità e ora chiede a noi di essere contenitori del contenitore cioè contenitori di Lui stesso, chiedendo a Lui di Venire a ristrutturare il nostro corpo e anima, questa abitazione interiore per trasformarla in pisside in tabernacolo con tutti i meriti e le virtù della sua passione e vita e quella della mamma che mai lo lasciò nei patimenti pensieri parole e opere.

Saremmo in grado di morire alla nostra volontà? di destrutturare noi stessi? la nostra logica e modo di pensare inculcato per fare ciò che ci viene chiesto da sempre? Vivere nella sua volontà, non piu' fare la sua volontà ma far vivere Gesù in noi che badate bene è diverso dal sentirsi come Dio e onnipotenti, Lo dice chiaramente anche la chiesa cattolica Gesù è noi ( se lo chiamiamo a vivere in noi) e noi siamo in lui se lo seguiamo nella sua vita e la imitiamo come servi.. 

Amare Lui, amare gli altri come noi stessi. sono parole semplici a dirsi ma poi all'atto pratico si fanno? Se venisse una persona bisognosa che ha bisogno di cibo e di soldi o magari di ospitalità noi gliela daremmo? Oppure entreremmo nella logica prima della paura di non sapere chi sia e poi nella logica dell'attaccamento ai nostri beni materiali? Da cosa siamo disposti a staccarci? Doniamo metà di quello che abbiamo o le briciole? Perchè dalle opere saremo giudicati e se briciole abbiamo dato briciole riceveremo per l'eternità.

Appelliamoci alla misericordia di Gesu' perchè come aveva predetto ci salveremo solo attraverso il suo cuore, attraverso la misericordia scaturita da esso perchè siamo troppo miseri per essere retti giusti santi caritatevoli eroici come ci chiede di essere.
Questo periodo di isolamento e tutte le difficoltà della vita dovrebbero farci riflettere che la nostra vita non è nostra e che abbiamo un Dio che vorrebbe vedere un popolo che cammina insieme, un popolo santo che si aiuta, si comprende, si consola. Dall'alto vedrà questo popolo santo o un mucchio di poveracci ciechi e ignoranti cioè che non vedono e non sanno riconoscere la verità La Sua e che ignorano che la vita è un soffio e abbiamo poco tempo per decidere di cambiare il nostro modo di pensare, comportarci, parlare e agire tutto incentrato su di noi?

Chiediamogli di purificare con il suo sangue la nostra vista, l'udito, l'olfatto, il pensiero, le emozioni e tutto di noi cosi da cominciare a camminare con il mondo, quello che soffre, piange, ha problemi, è disperato, e nel buio di ogni tipo. Questa luce che ci è stata donata gratuitamente come la dimostriamo? Pensiamoci oggi non domani a porci questa domanda: cosa potrei fare nel mio piccolo e nel grande per poter cambiare concretamente in meglio la mia famiglia, il mio ambiente, la società, la nazione e l'umanità.

Buona meditazione e lavoro a tutti.

Tiziana Scotti