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Uno studio internazionale ha scoperto nuovi geni per l' Alzheimer

Grazie alla ricerca scientifica, oggi siamo in grado di capire meglio come funzionano certe malattie, come si propagano e si sviluppano, come si formano o quali tessuti vanno a colpire. Le ricerche servono per valutare quale e quanta conoscenza si ha di una determinata malattia per arrivare a trovare una possibile soluzione di miglioramento delle condizioni del paziente fino alla scoperta di cure che possano non solo alleviare, ma anche ad arrivare ad una totale guarigione.
Tali ricerche hanno bisogno di continui finanziamenti per sostenere le sperimentazioni nel campo medico. Oggi abbiamo moltissime cure e abbiamo debellato diverse malattie che un secolo fa nessuno erano addirittura mortali. In un futuro, spero vicino, si arriverà a sconfiggere alcune delle malattie che ancora non hanno una cura definitiva.
Una di queste è l’ Alzheimer che è la causa più comune di demenza nella popolazione con più di 65 anni, una patologia degenerativa del sistema nervoso centrale che portando la persona ad un declino cognitivo sempre più grave e che, anche se oggi si sono fatti dei passi avanti, ancora non si riesce a trovare una soluzione che possa contrastare il problema in quanto tale patologia dipende sia da fattori genetici ma spesso anche ambientali.
La ricerca comunque continua e ultimamente è stata portata una nuova scoperta che fa ben sperare i medici e i ricercatori nel proseguo di questi studi. Infatti, uno studio internazionale, ad oggi il più grande studio genetico che sia stato mai realizzato fino ad ora, grazie al contributo di più di 300 gruppi di ricerca sia europei che americani, compresa anche la nostra Università degli Studi di Milano, coordinati in un unico grande consorzio multinazionale, hanno studiato il DNA di più di 94mila soggetti grazie all'impiego di una diagnosi tra le più avanzate che consente una diagnosi a livello molecolare della malattia e sono riusciti ad individuare ben cinque nuove varianti genetiche che vengono associate allo sviluppo della malattia di Alzheimer.  Questo è un ottimo risultato che fa ben sperare, in quanto i ricercatori hanno potuto cosi identificare nuovi geni potenziali che agiscono nei meccanismi che sono alla base di questa malattia.
La ricerca ha pertanto confermato non solo il ruolo di diversi geni come possibili fattori di rischio che determinano la nascita ed il conseguente sviluppo della malattia, fra questi possiamo ricordare i geni legati al metabolismo dei lipidi, della proteina beta amiloide e della proteina Tau, ma sono stati anche individuati nuovi geni che provocherebbe l’avanzamento della malattia abbattendone e contrastando le difese immunitarie. Infatti, alterando e modificando in maniera negativa l'immunità di base ci sarebbero importanti ripercussioni sull’insorgere della malattia.
Credo pertanto che sia fondamentale sostenere la ricerca in campo medico, è vero, sono costose e per la maggior parte almeno si trattano di ricerche che si sviluppano negli anni, ma proprio grazie e per mezzo di queste ricerche possiamo ben sperare che nel prossimo futuro malattie e patologie che oggi riteniamo incurabili e con una mortalità maggiore o che comunque portano ad uno stato di livello degenerativo chi ne soffre vengano totalmente debellate. Lo stato e le grandi aziende dovrebbero fare in modo di attivarsi con fondi e finanziamenti, con compartecipazioni e cooperazioni anche con altri paesi esteri, spesso siamo motivati e maggiormente incentivati da un fattore personale, un parente o noi stessi in prima persona a soffrire di una determinata malattia, ma dobbiamo andare oltre, nella speranza di porci come esseri diversi ma di un'unica società che coopera insieme per favorire lo sviluppo e il nostro miglioramento
Tiziana ScottiGrazie alla ricerca scientifica, oggi siamo in grado di capire meglio come funzionano certe malattie, come si propagano e si sviluppano, come si formano o quali tessuti vanno a colpire. Le ricerche servono per valutare quale e quanta conoscenza si ha di una determinata malattia per arrivare a trovare una possibile soluzione di miglioramento delle condizioni del paziente fino alla scoperta di cure che possano non solo alleviare, ma anche ad arrivare ad una totale guarigione.
Tali ricerche hanno bisogno di continui finanziamenti per sostenere le sperimentazioni nel campo medico. Oggi abbiamo moltissime cure e abbiamo debellato diverse malattie che un secolo fa nessuno erano addirittura mortali. In un futuro, spero vicino, si arriverà a sconfiggere alcune delle malattie che ancora non hanno una cura definitiva.
Una di queste è l’ Alzheimer che è la causa più comune di demenza nella popolazione con più di 65 anni, una patologia degenerativa del sistema nervoso centrale che portando la persona ad un declino cognitivo sempre più grave e che, anche se oggi si sono fatti dei passi avanti, ancora non si riesce a trovare una soluzione che possa contrastare il problema in quanto tale patologia dipende sia da fattori genetici ma spesso anche ambientali.
La ricerca comunque continua e ultimamente è stata portata una nuova scoperta che fa ben sperare i medici e i ricercatori nel proseguo di questi studi. Infatti, uno studio internazionale, ad oggi il più grande studio genetico che sia stato mai realizzato fino ad ora, grazie al contributo di più di 300 gruppi di ricerca sia europei che americani, compresa anche la nostra Università degli Studi di Milano, coordinati in un unico grande consorzio multinazionale, hanno studiato il DNA di più di 94mila soggetti grazie all'impiego di una diagnosi tra le più avanzate che consente una diagnosi a livello molecolare della malattia e sono riusciti ad individuare ben cinque nuove varianti genetiche che vengono associate allo sviluppo della malattia di Alzheimer.  Questo è un ottimo risultato che fa ben sperare, in quanto i ricercatori hanno potuto cosi identificare nuovi geni potenziali che agiscono nei meccanismi che sono alla base di questa malattia.
La ricerca ha pertanto confermato non solo il ruolo di diversi geni come possibili fattori di rischio che determinano la nascita ed il conseguente sviluppo della malattia, fra questi possiamo ricordare i geni legati al metabolismo dei lipidi, della proteina beta amiloide e della proteina Tau, ma sono stati anche individuati nuovi geni che provocherebbe l’avanzamento della malattia abbattendone e contrastando le difese immunitarie. Infatti, alterando e modificando in maniera negativa l'immunità di base ci sarebbero importanti ripercussioni sull’insorgere della malattia.
Credo pertanto che sia fondamentale sostenere la ricerca in campo medico, è vero, sono costose e per la maggior parte almeno si trattano di ricerche che si sviluppano negli anni, ma proprio grazie e per mezzo di queste ricerche possiamo ben sperare che nel prossimo futuro malattie e patologie che oggi riteniamo incurabili e con una mortalità maggiore o che comunque portano ad uno stato di livello degenerativo chi ne soffre vengano totalmente debellate. Lo stato e le grandi aziende dovrebbero fare in modo di attivarsi con fondi e finanziamenti, con compartecipazioni e cooperazioni anche con altri paesi esteri, spesso siamo motivati e maggiormente incentivati da un fattore personale, un parente o noi stessi in prima persona a soffrire di una determinata malattia, ma dobbiamo andare oltre, nella speranza di porci come esseri diversi ma di un'unica società che coopera insieme per favorire lo sviluppo e il nostro miglioramento
Tiziana Scotti