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Una donna cieca riesce a vedere con un impianto

La tecnologia sta facendo notevoli passi in avanti e quando succede qualcosa di importante sono felice di darvene notizia. Ci sono dei settori, dei sistemi e delle parti dell’uomo che, purtroppo e per qualche motivo, la tecnologia non riesce ad essere ancora efficace. Ci sono, a volte troppi parametri, troppe complessità che non si riescono a superare. Ci sono a volte, probabilmente, troppi o troppo pochi interessi economici che non permettono di approfondire la ricerca su quel dato settore, sistema e parte dell’uomo.

Uno di questi riguarda la cecità. Sembra, infatti, che tutto si sia fermato ad una decina di anni fa, quando, cioè, si è cominciato a trovare un valido aiuto e supporto mediante le retine artificiali, che però, tuttavia, non si tratta di un valido aiuto per una buona parte delle persone con problemi visivi. Certo, la medicina, nello specifico, è migliorata ed oggi si possono fare delle operazioni e degli interventi che prima non potevano essere nemmeno pensati, ma, per molte persone la cui cecità ha origine oltre la retina, la tecnologia non ha ancora trovato soluzioni efficaci. Finora! perché si è avviata una nuova ricerca.

Una donna, Bernardeta Gómez, che soffre di neuropatia ottica tossica, è riuscita non solo a vedere mediante una tecnologia sperimentale che riesce a riconoscere luci, lettere, forme, persone, ma, addirittura, a giocare a un videogioco inviato direttamente al suo cervello.

Bernardeta GómezLa sperimentazione con la donna è cominciata nel 2018 testando ed impostando questa nuova tecnologia, per capirne il suo limite. Questo apparecchio non è altro che una fotocamera collocata in un paio di occhiali che, registrando il campo visivo della donna e inviati i dati ricevuti a un computer che vengono trasformati in impulsi elettrici, stimola i neuroni nella corteccia visiva della donna, permettendole di vedere “a bassa risoluzione”. Ovviamente, tutto ciò è ben più complesso di come ho cercato di spiegarlo, ma, anche se questa tecnologia è ancora alle prime fasi, si può dire che Bernardeta Gómez è la prima persona a testare un qualcosa di nuovo e che fa ben sperare al fine di aiutare a far vedere molte altre persone non vedenti che purtroppo esistono e che vivono nel buio tutti i giorni della loro vita.

Certo, ancora ci vorrà del tempo, ma sarebbe da incoraggiare e supportare questo tipo di ricerche, di aiuti e di buoni propositi.

Alessandro Cavernicoli