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Un microrobot che cambia forma dentro il corpo.

Quanto la Scienza, la Tecnologia e la Robotica possono cambiare l'uomo?

Scienza e Tecnologia in questi ultimi anni hanno fatto notevoli passi da giganti per trovare soluzioni che possano migliorare le condizioni umane di ciascun individuo. Grazie infatti alla ricerca, agli studi, alla volontà di quelle persone sia medici, ricercatori, ma anche finanziatori che credono che la situazione possa cambiare con l'aiuto del progresso messo a disposizione per far del bene, cercando cosi di creare le condizioni per una vita migliore, quello che fino a 10 anni fa non era nemmeno pensabile, adesso sta diventando una realtà sempre più concreta.

Naturalmente ancora c'è molto da fare, la complessità delle situazioni che la vita ci mette di fronte sono varie e cambiano con i luoghi, con gli anni, ma proprio in Italia, l’Istituto Superiore Sant’Anna di Pisa ha condotto uno studio e una ricerca in collaborazione con l’ETH di Zurigo e il Paul Scherrer Institute sui micro-robot, cioè dispositivi che vanno da 0.5 mm a 3 mm e che potrebbero essere utilizzati, ad esempio, nella microchirurgia e per terapie in modo tale da permettere ai farmaci di essere trasmessi in modo assolutamente localizzato senza evitare dispersioni inutili (e costose) nell’organismo umano. Quello che di buono e di positivo hanno i micro-robot è proprio il loro enorme potenziale, ma ancora inespresso e non ben utilizzato, a causa dell'incompatibilità dei materiali con cui sono fatti che quando entrano in contatto con l’organismo diventano molto difficile e complesso controllarli e monitorarli. 

Questo studio ha come scopo l'obbiettivo di creare un micro-robot wireless costituto da un doppio strato di idrogel termicamente sensibile. In pratica e in un linguaggio più comprensibile hanno deciso di utilizzare come materiale un idrogel per favorire una maggior compatibilità con i sistemi biologici, quindi una maggiore biodegradabilità. In pratica è costituito per la maggior parte di acqua e progettato in modo non solo per essere più sensibile alla temperatura, ma anche ai campi magnetici. Che significa tutto questo: permette di incorporare nel materiale sia i farmaci, ma anche i mezzi di contrasto per poter ottenere cosi immagini ad alta risoluzione.

Inoltre ed è questo l'aspetto più interessante, utile ed importante per gli sviluppi futuri, il micro-robot può essere in grado di mutare la forma se stimolato con la  luce infrarossa e grazie a ciò può consentire il rilascio di un determinato farmaco in una zona specifica. Essendo capace di cambiare la sua forma, entra in maniera più efficace e utile dentro il corpo umano, cattura le immagini e consegna i farmaci nel posto giusto.

Tutto questo ha enormi positivi sviluppi in quanto, se negli ultimi anni, la chirurgia, proprio grazie a sistemi e macchinari robotici e tecnologici, ha potuto sviluppare e creare un passaggio da terapie che prima erano altamente invasive e problematiche per il paziente a terapie poco e meno invasive, adesso si sta cercando di sviluppare sistemi che vadano ad eliminare anche quella parte minima rendendo le terapie totalmente non invasive, in grado così di entrare e muoversi con estrema sicurezza nel corpo umano, di poter raggiungere zone che non si possono oggi ancora raggiungere e per poter andare in zone localizzate e intervenire, nel caso, chirurgicamente solo ed esclusivamente in quella parte stabilita senza intaccare i tessuti invece non danneggiati o non poter fare nulla proprio per la delicatezza della zona danneggiata.

Questo mi da lo spunto per una riflessione:

E Voi, siete d'accordo su questo binomio tecnologia-medicina? c'è un limite che non si può superare? o per il bene e per un futuro positivo e migliorativo, è giusto che il progresso non debba fermarsi, non debba essere rallentato? Tutte queste continue scoperte, tutte queste soluzioni potrebbero portare, come dicono alcuni, ad una perdita di umanizzazione dell'individuo? Quante persone, se ci pensate bene, hanno arti non umani, ma robotici, o hanno sistemi non naturali. ad esempio un pacemaker, oggi un qualcosa di usato e accettato da tutti, ma comunque un sistema tecnologico e non umano, non creato cioè naturalmente dall'organismo umano, in un futuro... potrebbero esserci degli esoscheletri.  Ma al tempo stesso come dicevo prima, il progresso favorisce terapie e operazioni non invasive e si può sperare che in un futuro quelle malattie che sono oggi incurabili o quelle problematiche che sono oggi non curabili, si possano debellare ed eliminare del tutto.

Ovviamente, da qui a dire che verremo inglobati dalle macchine è presto dirlo, ma non c'è il pericolo che in un futuro possa accadere? O è giusto e si deve anzi favorire il progresso, la tecnologia, la robotica per essere d'aiuto all'uomo dove non può e non è in grado di arrivare o per supplire a problematiche e disfunzioni (come la perdita o il malfunzionamento di un braccio o una gamba, o di un cuore), al fine di rendergli la vita migliore?. 

Ma se è cosi? dove potremmo arrivare?! perchè quello che oggi non è nemmeno pensabile, ricordate, in un futuro potrebbe diventare realtà.

Alessandro Cavernicoli