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Tumore al seno, la chemioterapia si può evitare

CREMONA (22 settembre 2019) - Per oltre 24.000 donne italiane con tumore al seno metastatico, pari al 65 dei casi per questo tipo di neoplasia, la chemioterapia può essere evitata e sostituita con cure mirate. La svolta arriva da un grande studio internazionale, coordinato da ricercatori italiani e appena pubblicato su Lancet Oncology, che ha dimostrato per la prima volta che in queste pazienti la combinazione di ormonoteraia e delle nuove terapia a bersaglio molecolare (inibitori di CDK4/6) è più efficace o equivalente rispetto a tutti i regimi di chemioterapia. Ed è uno studio che parla in larga parte cremonese. Insieme a Mario Giuliano (Università Federico II di Napoli) è stato infatti coordinato dal professor Daniele Generali, che in città guida l’Unità di Patologia Mammaria ed il laboratorio di Terapia molecolare e Farmacogenomica dell’Asst, affiancando a questi incarichi l’attività di docente universitario in qualità di professore associato di oncologia medica a Trieste e professore a contratto in oncologia molecolare ad Oxford. A firmare un colossale e particolarmente sofisticato lavoro di analisi statistica è stato invece un altro accademico cremonese, il professor Sergio Venturini, cattedre alla Bocconi di Milano ed all’Università di Torino. I ricercatori hanno effettuato un’analisi in 140 studi (pubblicati fra il 2000 ed il 2017) che ha incluso 50.029 pazienti.

 

“La meta-analisi ha incluso ricerche pubblicate fra gennaio 2000 e dicembre 2017. "Si è evidenziato dunque che le terapie mirate sono efficaci in prima linea, ovvero come primo trattamento, e che la qualità di vita migliora. Questa analisi - spiega Lucia Del Mastro, responsabile della Breast Unit dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova - è molto importante perché, per la prima volta, pone a confronto, in prima e seconda linea, l'efficacia dei regimi oggi disponibili di chemioterapia e ormonoterapia, con o senza terapie mirate. E conferma quanto stabilito dalle linee guida internazionali, che raccomandano, anche in prima linea, l'impiego dell'ormonoterapia posticipando l'uso della chemioterapia in queste pazienti".

Sono chiari i vantaggi di una scelta di questo tipo in termini di "minore tossicità", sottolinea. Nonostante le raccomandazioni internazionali, tuttavia, oggi la chemioterapia è ancora diffusa nella pratica clinica in queste pazienti (in oltre il 40% dei casi): "Ci auguriamo che l'analisi pubblicata su The Lancet Oncology possa cambiare la tendenza. Le nuove opzioni terapeutiche, infatti - conclude - garantiscono quantità e qualità di vita elevata".

 

Fonti: https://www.laprovinciacr.it/news/cronaca/230847/tumore-al-seno-la-chemioterapia-si-puo-evitare.html

 

http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2019/09/20/-tumore-seno-metastatico-chemioterapia-si-puo-evitare-_044c2984-5594-463b-95f6-6a5da639ef5a.html