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Salvo Campanella. Dopo anni sulla sedia a rotelle, adesso in piedi grazie ad un esoscheletro

26/02/2019 - AUTORE: Renato Coppini

Salvo, 45 anni, è un volto noto, e non soltanto a Monreale. Una icona delle battaglie condotte a favore dei diritti dei diversamente abili, ma soprattutto un testimonial su come la vita possa offrire tante nuove opportunità e soddisfazioni per coloro che, per uno scherzo del destino, improvvisamente si trovano seduti in carrozzina.
L’ultima volta ci eravamo incontrati per girare un servizio sulle barriere architettoniche presenti nella sua città, Monreale. Lui, percorrendo le vie sulla sua carrozzella, mostrava gli innumerevoli ostacoli presenti in paese che limitavano la sua possibilità di circolare, ma soprattutto sottolineava la principale causa di queste limitazioni, l’indifferenza o l’ignoranza delle persone. “La disabilità sta negli occhi di chi guarda” suole ripetere.
Oggi lo incontro vicino casa sua, mentre si esercita e prende sempre più confidenza con il rewalk. È raggiante: “Adesso non devo più guardare le persone dal basso verso l’alto”. Quello psicologico è il primo dei vantaggi che mi comincia ad elencare tra quelli dovuti alla postura eretta che adesso riesce ad assumere. “Limitare l’uso della sedia a rotelle procura diversi benefici fisici. Migliora la circolazione sanguigna, aumenta il tono muscolare delle gambe, le articolazioni riprendono il normale movimento, si riduce sensibilmente l’osteoporosi, si evitano le piaghe da decubito, vengono agevolate le funzioni della vescica e dell’intestino, ricomincio ad usare il labirinto, che da seduto non serve”.
Con l’esoscheletro Salvo ha ripreso a camminare dopo sei anni, da quando un incidente sul lavoro gli causò la lesione midollare alla 12esima vertebra e la paralisi agli arti inferiori.
“Siamo ancora pochissimi in Italia ad utilizzarlo, ma non tutti ne traggono beneficio – ammette -. E dopo le prime prove alcuni disabili decidono di abbandonarlo”. Questo modello di “cammino terapeutico”, ha un’autonomia superiore alle due ore. È previsto che venga indossato sempre con l’ausilio di un assistente, il ”Caregiver”, appositamente addestrato per intervenire in caso di caduta, ma anche per coadiuvare chi lo utilizza durante la fase di seduta e di rialzata. Nicolò è stato con papà Salvo a Brescia per un training riabilitativo, durato 12 giorni, durante i quali hanno appreso come utilizzare il rewalk. Poi il training avanzato a Bologna per imparare le alzate, le sedute e le cadute. Adesso si esercitano giornalmente, a salire e scendere le scale, a percorrere piccole salite e discese.
Lo terrà per tre mesi. Poi si ritornerà al centro INAIL dove, fatti alcuni esami e valutati con i medici i benefici dell’esoscheletro, gli verrà consegnato quello definitivo.
“Su 10 disabili 8 si rinchiudono in casa, in uno stato depressivo. Io faccio parte dei restanti 2 che ci siamo riappropriarti della nostra vita”.
Prima dell’incidente Salvo faceva parte della Marathon Monreale, una squadra podistica. Pochi mesi dopo la caduta ha cominciato ad allenarsi con la handbike, la bicicletta azionata con l’uso delle braccia. Ha creato un’associazione, “Il vento in faccia”, nella quale ha radunato altri handbikers e ha cominciato a prendere parte alle gare.
“La mia speranza è che dal mio esempio anche altri disabili acquisiscano il desiderio di ricominciare a vivere una vita regolare. Perché si può”.
Con il settore paralimpico della federazione ciclistica italiana, è impegnato ad organizzare a Palermo il 2 giugno una tappa del campionato. Nell’organizzazione partecipa attivamente la fondazione Villa delle Ginestre, con presidente Antonella Balistreri, e la ASD Salvatore Balistreri, con presidente Mario Balistreri.
L’esoscheletro ha permesso a Salvo di affrancarsi per diverse ore al giorno dalla carrozzina. L’attuale tecnologia non gli permette ancora di sbarazzarsene del tutto. Ma per lui
“Il mio prossimo obiettivo è partecipare alla Corri StraPapà, la passeggiata di 3 km che si terrà a Palermo il 24 marzo. Bisogna percorrerla in coppia, papà e figlio. Io andrò con Nicolò”.
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