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Riconoscere la sordità: questi segnali indicano che il neonato non sente bene

11/03/2018 - AUTORE: Flora Iannaci

L’essere umano inizia a sentire i primi rumori nel grembo materno, quando è ancora un feto e la sua dimensione non ha ancora raggiunto la metà del palmo di una mano.  La prima cosa che percepisce, è il battito del cuore materno ed il palpitare delle sue arterie. Dopo alcuni mesi, ne riconoscerà anche la voce ed alcuni dei rumori che avvengono all’esterno.

Ma non tutti nasciamo con la capacità di sentire. In Italia, ogni anno duemila bambini nascono non udenti. Perché tale handicap sensoriale non arrivi a compromettere le abilità di sviluppo comunicativo, cognitivo ed intellettivo del bambino è fondamentale – secondo quanto sostenuto dall’Università di Harvard – che la famiglia si accorga della difficoltà del bambino al massimo entro i quattro anni, quando il cosiddetto “periodo critico per lo sviluppo del linguaggio” (che va dalla nascita ai tre anni compiuti), volge al termine. Infatti, non riconoscere e non curare il difetto del bambino può provocare seri problemi alla sua capacità di espressione verbale. In molti Paesi Europei, inclusi Italia e Spagna, esiste una procedura di attuazione, che consiste nel sottoporre il bebè a diverse prove. La prima appena nato, da ripetere dopo la prima settimana, dopo la seconda, così come dopo il primo mese di vita. Così facendo, se ci fossero problemi, potrebbe già nascere il dubbio sulla sospetta sordità del bambino, che potrebbe tuttavia non esistere poiché, a quell’età, il senso dell’udito è ancora immaturo.

Inoltre, esistono una serie di riflessi che possono indicare come funziona la capacità uditiva del neonato. Si tratta dei classici riflessi incondizionati come, per esempio, quello della suzione che diventa più veloce quando il bimbo avverte un rumore; della chiusura delle palpebre improvvisa quando avverte un suono forte; e della respirazione, che solitamente cessa quando sente qualcosa di strano. Tali riflessi, comunque, sono destinati a sparire all’approssimarsi del primo anno di età del piccolo.

Sono ancora i medici esperti di Harvard a spiegare quali siano i comportamenti normali che indicano che il neonato è in grado di sentire man mano che continua a crescere.

De 0 a 3 mesi: Sbattono le palpebre, sobbalzano, si muovono al sentire rumori molto forti e si tranquillizzano ascoltando le voci dei genitori.

De 4 a 6 mesi: Ruotano la testa verso la direzione da cui provengono i suoni uditi e iniziano ad emettere mormorii come "oh" e "ah". Inoltre, sembra ascoltino gli adulti e rispondano come se stessero mantenendo con loro una vera e propria conversazione.

De 7 a 12 mesi: Ruotano la testa verso la direzione da cui provengono i suoni uditi, balbettano—"ba", "ga", "ba, ba, ba", "la, la, la",— e cominciano a dire le prime parole come “mamma” e “papà”.

De 13 a 15 mesi: Iniziano a mandare segnali per farsi capire dagli adulti.

De 16 a 18 mesi. Usano parole semplici.

De 19 a 24 mesi: Indicano le parti del corpo se si chiede loro di farlo, sono capaci di unire due parole ed anche gli estranei riescono a capire la metà delle cose che dicono.

De 25 a 36 mesi: Dicono frasi brevi di tre o quattro parole e tre parole su quattro possono venire comprese anche da uno sconosciuto.

De 37 a 48 mesi: praticamente tutto ciò che dicono risulta comprensibile.

Gli esperti raccomandano di contattare subito il pediatra del bambino nel caso si riscontri qualche anomalia.

Flora Iannaci