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Nuove tecnologie, come cambierà la vita dei disabili

31/01/2019 - AUTORE: Pietro Marino

Tra le invenzioni in mostra al Forum economico mondiale di Davos c’è anche la t-shirt che consente ai non udenti di “ascoltare” musica. L’ha ideata un’italiana.
Una t-shirt che consente di ascoltare un concerto di musica sinfonica ai non udenti. Una camicia con bottoni all’apparenza normali, ideata per aiutare a vestirsi chi soffre del morbo di Parkinson. Una parete in velcro pensata per chi soffre di Alzheimer e che aiuta a ritrovare gli oggetti della quotidianità, come il telecomando o un libro. Una app ideata per i non vedenti che consente di dare consigli sull’accessibilità di luoghi come le fermate degli autobus.
Negli ultimi dieci anni la tecnologia e la creatività hanno permesso di rendere la vita meno difficile a chi soffre di una qualche forma di disabilità. Il Cooper Hewitt, museo del design di New York, ha raccolto in un’esposizione 70 prodotti che stanno cambiando o potrebbero cambiare la vita quotidiana di milioni di persone. Potenzialmente un miliardo: tanti sono, secondo l’Onu, i disabili, definiti “la più grande minoranza al mondo”. Nei giorni scorsi una parte della mostra è volata in Europa per essere esposta al Forum economico mondiale di Davos, a caccia di nuovi mercati e di investitori. «In questo momento storico – ha spiegato Caroline Baumann, direttrice del museo newyorchese, intervenendo nella città svizzera – l’attenzione dei leader globali è rivolta alla costruzione di una società inclusiva. E allora noi incoraggiamo tutti a impegnarsi in questa direzione».
Francesca Rosella è un’italiana che vive a Londra. Con Ryan Genz ha disegnato SoundShirt (foto), una t-shirt in microfibra che consente di “ascoltare” musica anche a chi è sordo. Grazie a 16 sensori, ognuno dei quali corrisponde a una sezione d’orchestra (violini, percussioni, flauti…), le vibrazioni fanno percepire sul collo, sui polsi o sulla schiena ciò che le orecchie non riescono a sentire. «Chiunque la può usare – spiega l’ideatrice – per ascoltare musica attraverso un’esperienza diversa, decisamente immersiva».
La stilista Maura Hurton ha invece ideato una camicia speciale per il marito, affetto dal morbo di Parkinson. La chiusura dei bottoni stava diventando una sfida quotidiana, «frustrante e, a volte, addirittura impossibile». Per questo ha realizzato MagnaReady, un sistema di chiusura magnetica nascosto sotto i bottoni. Indossarla è un attimo e, a vista, sembra una camicia come tutte le altre.
Elana Langer ha poi pensato alla madre quando ha creato EarringAid, un apparecchio acustico che, in realtà, è anche un gioiello da indossare con vanto. La donna è partita da una riflessione molto semplice: «Gli occhiali da vista sono ormai diventati oggetti alla moda. Perché anche gli apparecchi acustici non possono diventarlo?». E così lo strumento per amplificare suoni è diventato un accessorio da personalizzare con forme e colori.
Muoversi in città è spesso complicato per le persone affette da disabilità fisiche. Per semplificare loro la vita, Maayan Ziv ha ideato l’applicazione AccessNow, una sorta di mappa interattiva che consente di valutare l’accessibilità dei luoghi in tutto il mondo. Funziona in crowdsourcing, attraverso i commenti e i suggerimenti degli stessi utilizzatori. Discorso analogo vale per BlindWays, app sviluppata dalla Perkins School che guida i pedoni non vedenti attraverso le fermate degli autobus.Ma gli esempi sono infiniti e c’è persino una cabina elettorale tutta particolare, la Los Angeles County Voting Booth, disegnata de Ideo, che permette la piena accessibilità ai cittadini con diverse disabilità. Farà il suo esordio alle elezioni americane del 2020.
Fonte:https://www.nursetimes.org/nuove-tecnologie-come-cambiera-la-vita-dei-disabili/62719 (La Stampa)