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L’intelligenza artificiale al servizio dei più fragili

Il settore dell’intelligenza artificiale (AI) ha mosso i primi passi in Italia soltanto da pochi anni, ma su di esso e sulle sue potenzialità la nostra nazione è già pronta a scommettere parecchio: stanno infatti già nascendo, ad esempio, le prime sperimentazioni e idee progettuali in molteplici settori,come ad esempio gli investimenti in robot intelligenti per l’Industria 4.0 e le sperimentazioni per i veicoli a guida autonoma. Sebbene l’uomo tenda ad avvertire l’intelligenza artificiale come una minaccia, in quanto crede che macchine, robot e softwares gli ruberanno presto il lavoro, arrivando ad automatizzare qualsiasi attività compiendola al suo posto, vi sono certi ambiti per i quali l’Artificial Intelligence rappresenta già un’opportunità per raggiungere risultati insperati solo qualche anno fa. Ne è un esempio il mondo dell’assistenza alle persone fragili (anziani o disabili), nelle cui vite l’AI potrebbe portare miglioramenti notevoli.

Si noti come già oggi l’evoluzione dell’AI ha permesso l’ingresso nelle case di assistenti vocali in grado di interagire con gli uomini e che, in futuro, potrebbero configurarsi come dei veri e propri assistenti alla persona. Gli smart home speaker potranno aiutare gli anziani a prendersi cura di sé, ad esempio, ricordandogli di assumere i medicinali o andare dal medico per una visita periodica di controllo.

I recenti sviluppi in ambito Natural Language Processing permettono non solo di comprendere il linguaggio naturale, ma consentono anche di percepire il sentiment del parlato, identificando così l’umore di una persona dal suo tono di voce. A questo punto, non è troppo futuristico pensare che gli assistenti vocali potranno anche fornire un supporto emotivo quando ad esempio gli anziani si sentiranno soli, riproducendo la loro canzone preferita o giocando con loro a scacchi tramite una smart TV.

Gli anziani del futuro avranno presto la possibilità di avvalersi di un assistente virtuale che riordina i medicinali o acquista la spesa online con consegna a domicilio, ad effettuare la quale sarà probabilmente un robot a guida autonoma che, attraversando la città, consegnerà i medicinali e la spesa direttamente davanti alla porta di casa, senza obbligare l’interessato a uscire o a chiedere a qualcuno di svolgere le commissioni al suo posto.

Per le paralisi di più grave entità sono già in fase di sviluppo sedie a rotelle comandabili con le espressioni del volto: in questo caso, il dispositivo utilizza un algoritmo di facial recognition che, analizzando le riprese del viso dell’utente, impartisce i relativi comandi alla carrozzina.

Un’altra area in cui si sta lavorando è l’utilizzo della Computer Vision per descrivere ai non vedenti la realtà che li circonda. Software di Image Recognition, abbinati ad algoritmi per la generazione di un vocale, possono così descrivere la scena che un dispositivo – uno smartphone o un visore – sta inquadrando. Si tratta di un’applicazione che può trovare grande utilità ad esempio per un ipovedente che deve fare la spesa al supermercato piuttosto che prendere un treno in stazione: nel primo caso questa tecnologia guiderà l’utente nella scelta dei prodotti da acquistare, descrivendo la merce esposta a scaffale, nel secondo invece leggerà al posto dell’uomo il tabellone con le indicazioni dei treni in arrivo e in partenza, consentendogli di salire sul mezzo corretto.

Anche le persone affette da disabilità uditive potranno beneficiare dei progressi dell’AI. Grazie infatti ad algoritmi di riconoscimento vocale e sintetizzazione del testo è possibile avere una trascrizione in tempo reale del parlato, consentendo a chi possiede questa disabilità di intervenire in una qualunque conversazione. Tali algoritmi sono oggi in grado di associare ciascuna affermazione alla persona che l’ha pronunciata, abilitando quindi l’interazione anche in caso di più interlocutori.

Insomma, ciò che un tempo consideravamo utopico e futuristico, sembra si avvii a diventare realtà. Il colosso Amazon ha siglato recentemente un accordo con PillPack, azienda che distribuisce farmaci a domicilio in America; Apple ha lanciato in Italia la nuova versione del suo Smart Watch introducendo elettrodi per effettuare un ECG; Microsoft e Google invece hanno rilasciato delle App per i non vedenti – Google Lookout e Microsoft Seeing AI – in grado di fornire descrizioni a chi ha disabilità visive.

Le opportunità di crescita sono dunque consistenti, non solo per le Big Tech, ma anche per startup e aziende che vogliono differenziarsi offrendo soluzioni e servizi che possono semplificare la vita alle persone più fragili della società.

Flora Iannaci