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Esoscheletro e disabilità

Nella cronaca attuale sentiamo spesso parlare di esoscheletro e di disabilità ma sappiamo realmente di cosa si tratti? Ho fatto per voi una ricerca on-line ed ho trovato un primo significato che è: lo scheletro esterno caratteristico degli Artropodi; è costituito da chitina, cui spesso si aggiungono sali minerali che gli conferiscono notevole durezza. Oppure quella che io ho trovato più corrispondente alle nostre esigenze: L'esoscheletro è un apparecchio cibernetico (Il termine cibernetica indica un vasto programma di ricerca interdisciplinare fra studio matematico unitario degli organismi viventi e di sistemi sia naturali che artificiali) Questo studio nasce durante gli anni della seconda guerra mondiale, su stimolo di un gruppo di ricercatori, fra loro il più importante il matematico americano Norbert Wiener, studio che ha dato origine ad apparecchiature in grado di potenziare le capacità fisiche forza, agilità, velocità, potenza, ecc. dell'utilizzatore. Il macchinario riveste chi lo indossa e ne costituisce una sorta di "muscolatura artificiale" permettendo gesti e movimenti persi. Quando si parla di esoscheletro si pensa subito ai film ed ai fumetti ed ai videogiochi legati ad un mondo di fantascienza. Invece la moderna tecnologia ha realizzato negli ultimi decenni passi da gigante grazie ad investimenti statunitensi e giapponesi. Gli esoscheletri di ultima generazione sono dotati di rilevatori di impulsi elettrici che sono in grado di registrare gli impulsi neuromuscolari e neuronali trasmettendoli a dispositivi che rendono possibile movimentare la parte prettamente meccanica dell’esoscheletro stesso. Questo studio ha attivato una poliedrica rosa di ricerche stimolando anche la ricerca più affinata e profonda delle articolazioni umane, arrivando a riprodurre gesti complicati quali vestirci o mangiare, ha sollecitato  studi basati sull'ingegneria biomedica, sulle tecniche costruttive relative a materiali leggeri e sempre più tecnologici quali il titanio, il carbonio, per l’aiuto ai disabili che hanno perso le funzioni motorie in alcune parti specifiche del corpo della fisica dinamica, delle fonti alternative di energia compatte e di lunga durata, di ritorno di informazioni per la gestione dei movimenti della macchina e dell’operatore. Si basa su di un design che cerca di riprodurre in maniera più naturale possibile il reale meccanismo dei tendini umani per permettere a paziente di avere maggiore vestibilità e maggiore attinenza al lavoro manuale del corpo umano. I materiali tecnologici rendono l’esoscheletro particolarmente leggero non gravando sul paziente già disfunzionale ed agevolando i suoi movimenti. Diverse patologie possono essere coadiuvate nella riabilitazione ottenendo ottimi risultati quali quelle di carattere neurologico e muscolare. Può essere utile anche per chi ha disfunzioni dovute all’ictus sia per la fase cronica sia per la fase acuta o per disturbi di carattere ortopedico. Mediamente l’esoscheletro, protesi funzionale, non presenta particolari difficoltà di comprensione d’uso, quindi il suo utilizzo è molto semplice. Nessuna età è preclusa dall'utilizzo di questo strumento di riabilitazione e di mantenimento di attività motorie. Anziani, disabili sia giovani che maturi possono usare questa moderna tecnologia ottenendo notevoli vantaggi del loro livello di qualità di vita. Ma allora qual è il rovescio della medaglia? Qual è l’aspetto negativo degli esoscheletro? La commercializzazione è difficile poiché i costi sono assolutamente inavvicinabili per i più. Dovremo attendere ancora qualche anno per poter trovare esoscheletri a basso costo, per tutto e per tutti, solo allora potremo assistere ad un incremento del loro sviluppo e del loro utilizzo. Il tempo corre ed anche la tecnologia corre assieme a lui e magari presto, anche noi col nostro esoscheletro, correremo con loro. Paola Maria Bevilacqua