Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

Elekta Unity, un macchinario che agisce nel campo della radioterapia oncologica di precisione

In un epoca dove la tecnologia ci accompagna sempre di più nella vita quotidiana e nei vari settori lavorativi, anche in campo medico è una fondamentale risorsa  nello sviluppo, nella ricerca e soprattutto nell’aiutare sia le persone malate, ma anche i medici.

A Verona e in un ospedale, l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar si trova un macchinario innovativo che rende non solo il Veneto una delle nostre regioni di eccellenza in campo medico e tecnologico, ma ne fa anche la prima struttura ospedaliera in Italia e nel Sud Europa a disporre del macchinario denominato Elekta Unity, un macchinario che agisce nel campo della radioterapia oncologica di precisione, i cui primi studi per lo sviluppo risalgono addirittura al 1999 e che in totale ad oggi sono presenti in Europa 7 macchinari di questo tipo (Italia compresa) e 11 nel mondo.

Il sistema Elekta Unity, che attualmente si trova nella quarta sala di trattamento all’interno del Dipartimento di radioterapia oncologica avanzata, è stato ideato per consentire non solo di capire con la massima precisione, mediante immagini di altissima qualità e definizione, dove si trova il tumore e di vedere la posizione degli organi del paziente durante il trattamento e quindi di controllare e correggere, soprattutto in tempo reale (ed è questo l’aspetto più rilevante) la posizione del punto esatto da colpire per ridurre o eliminare la parte tumorale preservando quei tessuti invece sani che si trovano ad esso vicini, ma anche di identificare immediatamente ad ogni seduta la più piccola variazione della dimensione del tumore e della posizione della zona tumorale, rendendo poi appunto più sicura per il paziente l’esposizione ai raggi X in quanto si va a non intaccare le parti sane anche molto vicine, cosa che purtroppo non avviene con la radioterapia che si usa normalmente, in genere non molto precisa perché il tumore come sappiamo può variare nel tempo sia nella dimensione, ma anche può modificare la sua posizione.

Diventa quindi vitale e di fondamentale importanza nelle zone come il pancreas, il fegato e la prostata, zone altamente delicate.

Si ha perciò la possibilità di creare un vero e proprio piano di cura personalizzato per ciascun tipo di paziente, visto che non solo il tumore agisce in parti diverse, ma ha anche dimensioni diverse, permettendo in questo modo ed in molte situazioni anche la possibilità di una significativa riduzione del ciclo di interventi e di sedute stesse.

Non essendo un macchinario sperimentale, ma un qualcosa di già realmente esistente e tarato, la Regione del Veneto ha incaricato l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di effettuare uno studio di un anno su 230 pazienti che presentano diversi tipologie di tumori sia per zone, per lesioni, ma anche per dimensioni con lo scopo quindi non tanto di valutarne l’effettiva efficacia o eventuali effetti negativi per i pazienti, ma per far si che questo diventi il più possibile un modello di utilizzo ottimale sia a livello organizzativo che di tempistiche, ma anche per capire i tempi di trattamento e una perfetta gestione del personale addetto a questo macchinario in modo tale che finalmente il cancro non sia più un nemico imbattibile, ma anche poi in un futuro anche altre Regioni in Italia, se non tutte, almeno in zone strategiche del nostro territorio, possano poter usufruire di questo macchinario in quanto naturalmente ci potrà essere il pericolo di un sovrannumero di domande e richieste per questa tipologia di cura, creando in questo modo un eccessivo slittamento nel tempo delle sedute con conseguenze gravi per i pazienti che necessitano di soluzioni a breve distanza nel tempo, cosa che purtroppo avviene spesso in campo medico quando si prenota una qualsiasi visita. Considerando quanto detto all’inizio, che attualmente in Italia l’unica zona a possedere l’ Elekta Unity si trova a Verona, non tutti hanno modo e possibilità sia di fronteggiare le spese di viaggio che quelle per le cure in Italia da una regione all’altra, maggior problema sarebbe quello di recarsi all’estero.  

Alessandro Cavernicoli