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Il progetto di una scuola media di Biella: un guanto per disabili

Volendo, spesso si possono attuare progetti incredibili. Ci sono numerosissimi prodotti e macchinari tecnologici che possono e sono in grado oramai di aiutare e migliore la vita di ciascuno di noi non solo in campo medico per determinate problematiche o malattie o per favorire la ricerca, ma anche nel quotidiano. Se soprattutto questi vengono utilizzati e pensati per chi ne ha più bisogno, questi risultano dei mezzi ancor più efficaci ed utili e fanno ben sperare per un’integrazione sempre più positiva in un epoca dove ciò che conta spesso è l’apparenza e tutto ciò che si fa lo si fa per interesse e per un guadagno economico e personale, come ad esempio la fama o la ricerca della ricchezza.

Quando poi tra l’altro questa nuova tecnologia viene sviluppata da bambini e ragazzi tutto ciò assume ancor più valenza, indipendentemente dal progetto.

Se i bambini pensano in maniera positiva e collaborativa a persone che hanno problemi motori o cognitivi allora si può pensare e sperare in modo più incoraggiante che il futuro possa essere ancor più favorevole. Troppo spesso si legge sui giornali o su internet o si vede alla tv di persone che non rispettano o peggio ancora malmenano chi è disabile.

Il progetto che una scuola media di Biella, in Piemonte, esattamente la terza A e la terza B dell’Istituto Comprensivo di Biella 3  ha realizzato è un guanto ed esattamente un guanto per disabili che dà loro la voce. Un guanto per disabili semplice e accessibile proprio come sono i bambini che spesso vanno dritti proprio alla radice senza troppi meccanismi e complessità.

Naturalmente a sovrintendere tutto c’era un professore di informatica, anche perché poi dalla teoria si è passato allo sviluppo e alla realizzazione vera e propria, cosa che un bambino non avrebbe ovviamente potuto in ogni caso realizzare. L’aspetto positivo infatti consiste proprio in questo: non è stato un classico progetto di scuola su carta che rimane tale, ma dalla carta si è potuto sviluppare e avere l’idea concretizzata. 

La realizzazione è stata, come dicevo prima, sostanzialmente non molto complessa, in quanto è stato sviluppato mediante l’utilizzo di una scheda Microbit e cioè un una scheda tipo quelle del computer ma compatta che permette attraverso dei sensori o chip di realizzare le proprie idee digitali che vanno da giochi ad applicazioni programmabili attraverso pulsanti o software. Questa scheda è stata attaccata al guanto che, molto semplicemente, se viene messa in alto mostrerà delle immagini su un computer, mentre se la mano viene ruotata a destra si fermerà sull’immagine che equivarrà a ciò di cui la persona disabile ha bisogno in quel determinato momento.

Le immagini non sono altro che disegni degli studenti stessi che hanno pensato ad alcuni bisogni e necessità che una persona disabile può avere che sono ho fame, ho sete, voglio andare in bagno, sto male e voglio giocare, che sono stati scannerizzati e inseriti nel computer.

Da quanto ho potuto capire, sembra che il guanto possa essere acquistato per soli 14 euro.

Naturalmente questo è un semplice mezzo tecnologico per situazioni elementari,ma l’aspetto più positivo e degno di nota, più forse dello stesso guanto in sé che comunque funziona, è appunto il fatto che è stato pensato da bambini e se tutti noi cominciassimo ad essere più solidali con chi ha più bisogno senza per forza inventare nulla, ma anche con un solo e semplice gesto, un sorriso, un aiuto momentaneo, allora si che ci sarà un futuro più roseo fatto di vera e sincera solidarietà e generosità senza alcun altro interesse dietro. Cliccando su questo link https://www.youtube.com/watch?v=zIMugrFZrwY potete vedere la spiegazione del guanto da una delle bambine promotrici di questa bel progetto.

 Cavernicoli Alessandro