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Leopardi ci ha chiesto di valutare le sue opere, non la sua malattia. Non l’abbiamo ascoltato.

Leopardi, era una persona con disabilità che lamentava spesso delle difficoltà oggettive dovute alla sua condizione, ma che non per questo era depresso, a meno che non accettiamo l’idea che tutte le persone disabili abbiano necessariamente una vita infelice. Anzi, nello Zibaldone esalta con gioia ogni tipo di piccolo piacere: il sonno, i dolci, il vino, il tabacco, il gelato e persino la droga.

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Hannah e Shane, la loro storia per sfatare i miti sull’amore per un disabile

Per molti è difficile immaginare si possa avere una relazione con un ragazzo disabile. Lo dimostra la storia di Shane e Hannah. Lui, 26 anni, affetto da atrofia muscolare spinale e costretto alla sedia a rotelle, lei, un anno più giovane e sana: quando sono insieme per strada, sono tutti convinti che lei sia la sua badante e non la sua fidanzata. È per questo motivo, per sfatare i falsi miti sull’amore per un disabile, che questi due giovani statunitensi hanno deciso di parlare del loro rapporto su un canale Youtube che oggi conta oltre 120mila iscritti.

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La storia di Alex e della sua malattia rara: "Non posso giocare: se mi accaldo, non sudo e muoio"

Un documentario racconta la storia di Alex, 11 anni, ricoverato più di 60 volte: soffre di "disturbo reticolare della pigmentazione legato all’X", unico caso in Italia su 21 nel mondo Alex ha 11 anni ed ha una malattia il cui nome sembra un codice segreto: XLPDR, che sta per "disturbo reticolare della pigmentazione legato all'X". Si tratta di una patologia genetica rara di cui Alex è l'unico caso in Italia, mentre le persone colpite da questa malattia nel mondo sono 21. A loro è dedicato il documentario di Kemal Comert, presentato dall'Associazione XLPDR International Association Onlus, dal titolo "Pensavo di essere diverso". A riportare la storia di Alex è il Corriere della Sera.

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10 FILM DA MOSTRARE AGLI STUDENTI PER SPIEGARE LA DISABILITA' - Parte seconda e ultima

LEGGI LA PRIMA PARTE QUI https://www.disabiliabili.net/storie-e-sentimenti/10-film-da-mostrare-agli-studenti-per-spiegare-la-disabilita-parte-prima 8. Il mio piede sinistro. Dublino, anni 30. Nasce Christy Brown, un bambino cerebroleso. Il padre è un iroso frequentatore di pub e la madre ha passato quasi tutta la vita incinta.

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10 FILM DA MOSTRARE AGLI STUDENTI PER SPIEGARE LA DISABILITA' - Parte prima

In questo articolo suggerirò 10 film da mostrare agli studenti per sensibilizzarli al tema della disabilità e della diversità (DSA) e spiegare, attraverso differenti storie, quanto la disabilità possa diventare risorsa se opportunamente sostenuta evidenziata con i giusti mezzi o diventare ostacolo e sofferenza raccolta con indifferenza e pregiudizi.

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Il «clown dottore» fa dimenticare la malattia e cura tutti con una risata

A 40 anni ha scoperto il Parkinson. Da lì l’impegno nella clownterapia con la Croce Rossa. «Ho gli occhi azzurri, sono alto 1 metro e 81 e ho il Parkinson». Alessandro Culotta, 46 anni, elenca con allegria tutte le sue «caratteristiche», fedele al motto: «Un giorno senza sorriso è un giorno perso». La malattia è entrata nella sua vita precocemente, l’ha cambiato moltissimo ma non gli ha fatto perdere l’atteggiamento positivo: «La diagnosi è arrivata nel 2014 e nello stesso anno sono entrato nel gruppo Clown MaYha della Croce Rossa». L’attività di «clown dottore» lo porta negli ospedali, nel carcere, nelle comunità di accoglienza «sempre accanto a persone vulnerabili» a Milano, dove risiede, a Bergamo e a Seriate.

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PERCHÉ LE PERSONE DISABILI NON HANNO BISOGNO DELLA TUA PIETÀ

Con il termine “abilismo” si intende la discriminazione verso le persone disabili, parente stretta di sessismo, omobitransfobia, razzismo e di tutte le altre discriminazioni sociali. Il termine deriva da “ableism”, sviluppatosi in ambito anglo-americano in riferimento all’abilità – fisica o mentale – come norma e unica condizione accettata.

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Annalisa Minetti, gli insulti social: “Sei cieca, non avresti dovuto…”

Anche noi della Disabiliabili.net sosteniamo pienamente solidarietà ad Annalisa Minetti per quei insulti ricevuti da persone inqualificabili, perché non sanno quello che dicono. Carissima Annalisa tu non hai bisogno di dimostrare niente a nessuno, perché TU sei riuscita a fare tanto, quello che “altri” non sanno neanche capaci di immaginare. (n.d.r.) Sui social Annalisa Minetti ha postato una tenera foto in compagnia di sua figlia Elena Francesca, che ha scatenato una vera e propria ondata di polemiche.

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