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Sei un bambino disabile? Aiaiaiaiaiai

Le cronache spesso riportano notizie di disabili vincenti, ben integrati e portatori di lieta novella ma, ne siamo poi certi? Cos’è veramente la disabilità? Vogliamo leggerla non solo come patologia oggettiva e personale che appartiene ad ognuno di noi, ma anche come elemento che si va a scontrare troppo spesso con diverse variabili negative quali: le barriere comportamentali ed ambientali, che limitano la piena partecipazione di tutti, al sociale. Ognuno di noi con la sua storia e con il suo vissuto ha dato alla disabilità una chiave di lettura diversa. Noi adulti siamo in grado di “rimboccarci le maniche” e nel caso anche di disabilità sopravvenuta, coniughiamo la vita come una nuova avventura da vivere su ritmi e su regimi diversi, ma ci siamo fermati a pensare a quanto siano indifesi i bambini portatori di handicap? Siamo vittime di una sensibilità alterata che crede che aiutare i disabili sia un gesto eroico e di civiltà. Attenzione, noi disabili siamo assolutamente uguali ai normodotati, siamo solo limitati, a seconda del nostro handicap, da limiti patologici. Però focalizzare l’attenzione sulla nostra forza e sulla nostra determinazione, frutto di continue prove che la malattia ci pone di fronte giorno per giorno non è nemmeno corretto. A volte, e dico solo a volte, essere disabili o diventarlo, ci rende sicuramente più reattivi, non so se migliori ma sicuramente più attenti a non perdere nessuna occasione ci si presenti di fronte. Qualsiasi cosa possa permetterci di migliorare il nostro futuro viene da noi accolta con slancio, entusiasmo e con maggiore voglia di restare in questa vita.  Ma per i nostri bambini portatori di handicap è uguale? Sappiamo che sulla carta ci sono molte leggi a nostra tutela, molte garanzie di assistenza ai bimbi disabili, come sappiamo altrettanto bene che: nessuno riuscirà in tempi brevi ad abbattere le barriere architettoniche ed a fornirci elementi integrativi e di autonomia di totale inclusione. L’attuazione di leggi, di norme e di regolamenti dimostra ogni giorno di più che dobbiamo combattere da soli ma di armi e di frecce al nostro arco ne abbiamo parecchie e dobbiamo utilizzarle tutte e, tutti assieme. L'unione fa la forza. Anche attraverso il nostro blog e con l’aiuto del buon Renè, non dobbiamo smettere di segnalare limiti, blocchi, ingiustizie e limitazioni. Mantenendo alto il morale e pensando sempre positivo, potremo cambiare questa maledetta mentalità che ci circoscrive e ci relega, al nostro mondo fatto di limiti, di marginalità e di compromessi.  A volte i nostri disabili mentali, nella scuola non vengono accettati perché diversi dagli altri e, sapete chi sono i nostri peggiori nemici? I genitori e le famiglie dei bambini normodotati che vedono, nel piccolo disabile un diverso che potrebbe spaventare i loro splendidi bambini. L’inclusione, fra bimbi è naturale ed immediata. Il piccolo in carrozzina, per esempio, viene spinto dai suoi compagni di scuola senza nessuna paura o difficoltà. L’handicap è solo negli occhi dei grandi che hanno paura di chissà quali stranezze e storture possano essere mostrate al loro bambino. Smettiamola di fingere che non sia questa la situazione da monitorare. I veri disabili sono questi e solo loro ma, poco serve se non facciamo cambiare loro il provinciale ed ottuso modo di vivere la disabilità. I loro figli ovviamente, nutriti nella discriminazione e nell’odio verso il diverso, creeranno crescendo, disprezzo dell’altro con episodi di bullismo e di umiliazione sia fisica che mentale. Forse fare i conti con la propria essenza di uomo, composto di  materia umana con handicap spaventa ma aiuta a crescere. Credeteci, noi disabili lo sappiamo bene.