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Piccole Donne.

“Piccole donne” è il libro a cui sono più affezionata, sin da ragazzina.

In questo romanzo, che il tempo ha trasformato in un grande classico della letteratura, l’autrice, Louisa May Alcott racconta la storia di quattro sorelle: Beth, Meg, Amy e Jo, sullo sfondo della guerra di secessione americana.

Ultimamente, nel rileggerlo, mi sono resa conto che - con il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, e ponendo attenzione alle diverse sfumature dell’essere donna, ho ritrovato me stessa tra quelle pagine, nelle varie tappe della mia vita.

Se penso a quando avevo tredici anni, devo dire che mi sono immedesimata facilmente in Beth, promettente pianista ma che la malattia ha stroncato in giovane età; Beth, pur non avendo una disabilità motoria come la mia, con il suo fare timido e schivo nei confronti degli altri e con il suo buon carattere, è tra le sorelle quella che – a quell’età in particolare, trovo più affine com’ero io.

Meg, invece, rispecchia l’ideale che avevo da adolescente: sposata con un uomo che ama e da cui è ricambiata, e poi mamma di tanti bei bambini paffutelli. Fortunatamente è successo anche a me, anche se di figli ne ho solo uno.

Amy, la più giovane delle sorelle March, è un personaggio molto vanitoso e - sebbene questa non sia mai stata una caratteristica del mio carattere, quando - da adulta - sono entrata a far parte del mondo del lavoro volevo essere alla pari delle mie colleghe, nonostante i miei problemi di mobilità. Anche se non potevo sfoggiare un tacco dodici per andare in ufficio, ho iniziato a curare maggiormente il mio modo di vestire adottando uno stile più ricercato, e ho frequentato un corso per imparare a truccarmi e usare il make – up come arma di sicurezza emotiva.

Per ultima, Jo: la protagonista più vulcanica, sicura di sé e anticonformista, attenta lettrice, il cui sogno nel cassetto è quello di diventare scrittrice.

A questa figura, naturalmente, mi paragono oggi, a quarant’anni, e finalmente posso affermare di essere diventata più coraggiosa e più consapevole delle mie difficoltà, che faranno sempre parte della mia vita ma, che non mi toglieranno mai la voglia di fare, la mia ilarità e il mio sogno di scrivere e pubblicare, un giorno, un libro tutto mio.

Perché, in fondo, siamo tutte “Piccole Donne”.

 Foto di copertina: Il libro Piccole Donne (Foto Mia)

Simona Bagnoli