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Donna disabile, sesso ed abusi

Ho letto statistiche ed interviste relativamente al pianeta donna, ho acquisito dati e storie che rivestono carattere e colore del dolore e del sangue, umiliazioni e pianti relativamente agli abusi ed ai soprusi sofferti dalle donne. Femminicidi, aggressioni, violenze sessuali, prostituzione, aborti, botte e soprusi, questo la spaccato della nostra società moderna. Donne che ripetono all’unisono di aver subito violenze che fanno accapponare la pelle ma, la drammaticità della situazione si raggiunge quando a denunciare questi episodi al limite della sopportazione umana, è una donna con gravi disabilità cognitive e con una congenita forma di miopia che ne aggravava il quadro clinico. La donna per anni aveva ripetuto agli assistenti sociali, che l’avrebbero dovuta proteggere, la drammaticità del suo vivere e per tutta risposta lo psicoterapeuta che la seguiva per conto dei servizi sociali aveva sostenuto che fossero solo invenzioni della sua mente malata. La povera disabile era affetta anche da una forma di miopia congenita. Tutto ciò contribuiva a rendere la sua situazione indifendibile, fragile, indifesa e tanto sola. La famiglia dov’era vi chiederete voi.. Erano gli stessi aguzzini che l’hanno obbligata a tutto quello ci possa essere di turbe e di barbaro nell’essere umano fino ad arrivare a due aborti clandestini. Senza parole. Tanta rabbia, tanto schifo. Andiamo oltre. I peggiori pericoli vengono proprio dalla famiglia. Inutile lamentarsi delle Istituzioni, inutile lamentarsi del cyber bullismo, inutile lamentarsi dei giovani senza ideali e con tanta rabbia repressa. Lamentiamoci di noi stessi, delle poche certezze che una volta erano tante che riserviamo all’importanza della famiglia. Il nucleo duro che ci ha sempre protetto, 1500 donne all’anno vengono brutalizzate, violentate, derise, vessate e troppo spesso costrette a prostituirsi ed a subire degli aborti e le famiglie dove sono? Possibile che gli uomini siano diventati tutti cattivi ed insensibili? Negli ultimi anni l’Istat ha acceso l’attenzione su questo drammatico fenomeno ma le situazioni si sono drammaticamente moltiplicate e storie tremende si susseguono di giorno in giorno. Si pensi che le statistiche indicano che moltissime donne portatrici di disabilità ha subito violenza sessuale. Situazione da mettersi le mani nei capelli. Ho sempre creduto poco alle statistiche ma ora leggendo anche cosa nel 2016 ha fatto il Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità, cioè richiamare formalmente l’Italia, sulla predisposizione di atti ed strumenti volti al monitoraggio ed al contrasto di qualsiasi forma di violenza contro i disabili, minori, donne anziani mi fa capire che le statistiche dicono il vero. Viviamo di violenza e la subiamo in uno substrato societario. La vera parte fragile ed indifesa di questa società brutale è vittima sacrificale di fronte al disinteresse di tutti o dei più. Poche vere sanzioni a fronte di pene in cui ci si affanna sempre più a cercare eccezioni e deroghe per motivi. Per ora come ben si sa rimaste richieste che non hanno sortito nessun effetto e sono rimaste lettera morta in un Parlamento (tranne qualche rara mozione) assolutamente sordo a queste problematiche. Essere donna con disabilità è in un Paese come l’Italia una grave discriminante. Cosa possiamo fare? Certo campagne di sensibilizzazione effettuate da conduttrici, una su tutti, Barbara D’Urso sono importanti ma, a mio parere, si deve iniziare dalle scuole elementari ad educare i bambini e le bambine al rispetto, alla dignità ed all’amore. Non servono accuse e rimpalli di responsabilità ma occorrono nuove forme di rispetto e di dignità per tutti. Non lasciamo più solo, nessuno. Bambini in sovrappeso, donne disabili, donne vittime dei proprio carnefici spalleggiati dalle famiglie che nel silenzio delle loro case umiliano e violentano nel nome di una falsa omertà. Le lacrime agli occhi, vengono scrivendo, ma insieme a tante associazioni che si muovono in difesa delle donne non fermiamoci a pensare che nulla potrà cambiare, lottiamo per un mondo migliore e non ci nascondiamo più dietro alla complicità vigliacca che protegge i mostri che noi stessi abbiamo generato.

Paola Bevilacqua