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Nonostante le difficoltà della vita sono arrivata al mio te guardo

“Nonostante le difficoltà sono arrivata al mio traguardo”!

Così inizia il racconto della sua vita Maria Giuseppa Fadda laureata in giurisprudenza e avvocato di libero patrocinio.
Maria Giuseppa Fadda è una donna di 43 anni affetta da paralisi celebrale infantile, originaria di un piccolo paese della Sardegna di soli 3000 abitanti, che ha fatto del suo amore per gli studi la sua rivincita, nonostante le numerose difficoltà trovate lungo il percorso.
Desidero raccontare la sua storia, perché credo fermamente possa essere di sprono ed esempio per tutti coloro che hanno un grande sogno nel cassetto, ma mille difficoltà davanti per realizzarlo.


Ciao Maria ti ringrazio per aver accettato la mia Intervista. Vorresti raccontarci della tua infanzia e dei tuoi primi anni di scuola?


Grazie a te Antonella di aver mene dato la possibilità, spero che la mia storia possa essere di sprono ed esempio ad altri uomini e soprattutto donne nella mia stessa situazione, in modo che capiscano che niente e nessuno si deve mai permettere di farci sentire incapaci.
Il mio è stato un inizio un po’ complicato: non ho frequentato la scuola dell’infanzia e solo parzialmente le scuole elementari, stando in presenza solo 3 giorni a settimana, sempre affiancata da insegnante di sostegno. In quel periodo la fisioterapia mi impegnava molto a causa della riabilitazione dopo i difficili interventi chirurgici.
Ma nonostante ciò, ho sempre amato studiare, e grazie ad insegnanti capaci, che hanno sempre creduto in me, ho finito il ciclo delle scuole elementari.


Come fu invece il tuo rapporto con la scuola media e superiore?


Ahimè la scuola media fu molto complicata, ebbi seri problemi a  relazionarmi sia col nuovo metodo di studi e sia con i nuovi compagni; mi affiancarono ad un insegnante di sostegno che anziché supportarmi sia scolasticamente che emotivamente, mi portava fuori la classe ad imparare il metodo Pascal e ad unire puntini in infinite fotocopie, facendomi sentire senza intelletto e l’eterna esclusa dai miei compagni.
Ringraziando il cielo anche in quel periodo di alti e bassi scolastici, a tra mandarmi l’amore per il sapere e per la scuola venne in mio soccorso l’esempio di un insegnante degno del suo ruolo. Ricordo quando in un’occasione il mio professore pur di permettere anche a me di partecipare a una gita scolastica, fu disposto a portarmi sulle spalle proprio come se fossi stata sua figlia.
Fu grazie al suo esempio che superai con una semplice, ma combattuta, sufficienza le scuole medie.
La scelta delle superiori è stata molto ponderata: ho scelto l’ istituto tecnico di ragioneria, perfettamente consapevole che non sarebbe stato semplice a causa delle lacune scolastiche che mi portavo dietro, ma d'altronde la strada semplice non mi é mai piaciuta!
Mi sono rimessa in pari e questo mi ha permesso sia di accedere ad uno scambio culturale che mi ha aperto al mondo. Sono riuscita infine a diplomarmi con 58 un buonissimo risultato tenendo conto che nell’anno della mia maturità, il 1993, il voto era espresso in sessantesimi.


Cosa ti ha spinto a nella scelta di studiare giurisprudenza? E come sono stati nella tua vita gli anni universitari?


Ho scelto giurisprudenza perché ho sempre ambito alla rivendicazione dei miei diritti!
Gli anni universitari, sono stati fondamentali alla mia crescita personale e alla mia indipendenza sociale; da subito scelsi la casa dello studente, per non pesare sulla mia famiglia ed essere il più indipendente possibile. Ho vissuto ogni esperienza universitaria come chiunque altra ragazza/o senza pensare troppo alla mia condizione di disabilità. Seguivo i corsi in sede, ottenendo grazie a buoni voti una borsa di studio. Questa mi ha permesso di andare fare un’esperienza davvero emozionante in un College di Londra.
Mi sono infine laureata con 95 su 100: le mie vecchie lacune erano ormai solo un ricordo.


Come hai vissuto il tuo ingresso nel mondo del lavoro? Che difficoltà hai riscontrato?


Il mondo del lavoro era completamente differente da come me lo aspettavo. Non nego che, di primo impatto, avere una disabilità non ha facilitato le cose. Ricordo ancora un giorno in particolare in cui, a causa degli spasmi muscolari, persi l’equilibrio di fronte alla cancelleria del Tribunale. Nonostante l’imbarazzo iniziale e le numerose richieste d’aiuto, alla fine, decisi di aggrapparmi ad una sedia accanto alla scrivania e sollevarmi da sola, dimostrando così a tutti che sono era avvocatessa e una persona che anche se cade nella vita trova sempre il coraggio e la forza di rialzarsi. In quel caso anche letteralmente. Grazie alla giusta grinta e tenacia ho fatto valere me stessa, il mio impegno, i miei studi, pur con una disabilità, la vita mi ha confermato di aver fatto la scelte giuste. (FOTO PERSONALI)

Tarantino Antonella