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«Mio figlio di 12 anni malato I giudizi altrui e il cuore dilaniato»

09/01/2019 - AUTORE: Renato Coppini

Cara redazione, ho 32 anni, sono mamma di 3 bambini di cui un preadolescente di 12 anni affetto da Adhd (disturbo da deficit di attenzione/iperattività). Sono una madre scoraggiata, delusa e soprattutto indignata da questa falsa società perbenista. Vi scrivo questa e-mail per esternare tutta la rabbia che ho dentro per un fatto che ci è accaduto. Innanzitutto vorrei fare una premessa. Tutti credono che sia facile la vita con un ragazzino affetto da questa patologia ma non è affatto così. La scuola, i professori a cui stare sempre dietro, la sua fatica a controllarsi e concentrarsi, la sua non voglia di fare i compiti.
Note su note, educatrice...In casa, la sua difficoltà a tenere in ordine, il disordine, urla giornaliere per fargli fare le cose anche le più banali. Provocazioni, opposizione, dispetti, autostima sotto zero. Esclusione, nervosismo, ansia, pianti. E con tutto questo (e anche tanto altro) siamo arrivati a 12 anni (preadolescenza) dove tutto è più accentuato. Visite, aggravamento, delusione, lacrime.
La gente che giudica: « È maleducato». «I suoi genitori non gli danno regole». «Stai lontano da quello, è da evitare». «Ecco, è quella la madre del delinquente». Vivere sempre col dito puntato contro. Senti ogni giorno di aver fallito in tutto e per tutto. Lui nella fase di ribellione più totale. Io sull’orlo di una crisi di nervi.
È una patologia dalle mille sfaccettature, quando pensi di aver trovato la strategia giusta ecco che ti si ripresenta un’altra difficoltà da risolvere. A volte ancora più difficile di quella di prima. E a noi, per non farci mancare nulla, accade anche questo. L’inizio dell’anno scolastico. La scelta dello sport da intraprendere...La sua decisione: provare scuola tuffi. Iscrizione per sei lezioni. Colloquio con la presidente. Doccia fredda: ragazzino allontanato dalla società perché loro non sono in grado di gestirlo. Allontanamento. Invece di cercare strategie per gestirlo. Saperlo prendere con le giuste maniere. E poi parlano d’integrazione. Nel 2018 escludere un bambino con già grandi difficoltà di relazione vi garantisco che è la scelta peggiore che si possa fare. C’erano molti modi per venirsi incontro prima di arrivare all’allontanamento.. Allontanamento, che nessuno degli altri genitori sa. Perché per mantenere la faccia non lo possono dire.
Ebbene si, a noi genitori di un’«Adhd» succede anche questo. Non è per niente facile ve lo garantisco. Né per noi, né per lui che vorrebbe Tanto essere come gli altri. Ogni giorno per noi è un’incognita sul come andrà la giornata. C’è troppa poca informazione e troppa poca formazione su questa patologia sempre più presente nella nostra società. Sono sicura che più avanti saprà gestire il tutto e sarà solo un brutto ricordo ma adesso sta dilaniando il cuore. Il mio ma soprattutto il suo!
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