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Manuel Bortuzzo, promessa del nuoto italiano, reso disabile da colpi d’arma da fuoco

07/02/2019 - AUTORE: Andrea De Chiara

Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto italiano, l'altra notte è stato raggiunto per errore da dei colpi d'arma da fuoco: il responso dei medici parla chiaro: "non camminerai mai più"

Nella notte del 3 febbraio scorso Manuel Bortuzzo è stato colpito da alcuni colpi di arma da fuoco che lo hanno raggiunto al torace. Secondo le prime ricostruzioni la tragedia è avvenuta in una manciata di secondi in piazza Eschilo a sud di Roma; erano circa le 2:00 di notte quando Manuel, con un gruppo di amici, aveva deciso di trascorrere la fine della serata in allegria in un rinomato locale situato nel quartiere Axa, all’interno del locale, però, si era appena consumata una rissa, rincasare sembrava la cosa più ragionevole da fare. Una volta raggiunte le rispettive auto Manuel è stato affiancato da una moto dalla quale all’improvviso sono partiti tre colpi d’arma da fuoco che lo hanno colpito al petto. Tempestivo è stato l’intervento dei suoi amici, che non hanno perso neanche un minuto e lo hanno portato all'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, in gravissime condizioni ma cosciente.

Data la gravità della situazione, l’equipe medica della struttura (coordinata dal Dr Alberto Delitala, responsabile del reparto di Neurochirurgia), ha operato d’urgenza Manuel nel tentativo estremo di salvagli la vita. La prognosi è stata sciolta 48 ore dopo l’intervento e, in occasione di una conferenza stampa, di fronte ai giornalisti il primario ha così dichiarato: “per il momento le condizioni di Manuel sono stabili anche se è ancora sedato, tuttavia secondo gli studi effettuati, quest'ultimo ha perso la mobilità degli arti inferiori”. Dopo una breve pausa sempre il Dr Alberto Delitala ha proseguito spiegando: ”sebbene la decompressione del midollo è stata eseguita con i mezzi più avanzati, il paziente non reagisce agli stimoli; per questi motivi riteniamo che Manuel a causa dell’aggressione abbia subito una lesione midollare completa: questo significa che non potrà mai esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe. ”Per la famiglia Bortuzzo apprendere una notizia del genere è stato un fulmine a ciel sereno, dal momento che fino al giorno prima il 19enne di Treviso, trasferitosi a Roma per allenarsi nel centro federale di Ostia, era già considerato una futura promessa del nuoto italiano a livello mondiale.

Una volta che Manuel sarà cosciente - ha annunciato il Dr Alberto Delitala sempre durante la conferenza stampa, sarà trasferito in una struttura specializzata nella riabilitazione di persone che hanno subito una lesione midollare”. Sicuramente questa decisione da parte dell’equipe del San Camillo è una delle migliori che mai si potessero prendere per il bene di Manuel. Sicché, se da un lato quest’ultimo seguirà dei cicli di riabilitazione per cercare di recuperare in parte alcune delle sue funzioni, dall’altro potrà ricevere un sostegno psicologico per metabolizzare al meglio la sua nuova condizione di vita di persona paraplegica. Naturalmente si tratterà di un percorso lungo e tortuoso, soprattutto quando si hanno solo vent’anni con tanti sogni da realizzare nel cassetto. Tendenzialmente chiunque realizza di essere diventato portatore di una disabilità permanente cade in depressione, perché crede che da quell’istante la propria vita abbia da offrire solo tante sofferenze. Si ritiene infatti che per non rischiare di rimanere intrappolati in un tunnel mentale autodistruttivo, sia fondamentale entrare in contatto con una rete di persone disabili che hanno già svolto il loro percorso di accettazione: solo cosi chi ha appena subito il trauma potrà iniziare a gestire questa sua nuova condizione di vita con un approcciò più positivo e aderente alla realtà.

Questi centri di riabilitazione fungono anche da luoghi di aggregazione per scambi e condivisione gli uni con gli altri di esperienze e aspetti comuni di coloro che hanno subito un trauma midollare proprio per permetterne la ripresa. Esempi positivi di uomini e donne disabili che hanno raggiunto notevoli riconoscimenti in qualsiasi settore della nostra società nonostante le avversità, per coloro che invece si trovano nell'incertezza totale rappresentano una luce in fondo ad un tunnel di sofferenze. In ambito paralimpico per esempio, personaggi come Bebè Vio, Alex Zanardi, Giusy Versace, Nicole Orlando, e tanti altri, hanno dimostrato che con tanta forza di volontà si possono raggiungere straordinari traguardi.

Andrea De Chiara