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L’invidia è una brutta bestia

Nel mondo in cui viviamo oggi, siamo tutti concentrati su noi stessi a tal punto che difficilmente ci accorgiamo se chi ci sta intorno si trova in difficoltà, ma la storia di questo ragazzo ci lascia davvero basiti...Torniamo a parlare dell’atleta Valerio Catoia, affetto da sindrome di Down che due anni fa a Sabaudia in provincia di Roma, ha salvato la vita ad una bambina che stava annegando. Innanzitutto ricordiamo che il nostro amico, ha vinto moltissime gare, portando a casa numerose medaglie, che hanno reso felice tutta la famiglia. Ma ripercorriamo brevemente quella giornata di due anni fa, quando Valerio si trovava al mare con i suoi genitori e la sorella. Mentre giocavano tutti insieme in acqua, si sentono le urla di due bambine che non riuscivano più a tornare in riva, così il nostro amico che ha frequentato un corso di salvataggio, insieme a suo padre si precipita in loro aiuto. C’era una forte corrente, ma nonostante la difficoltà, Valerio ed il suo papà riescono a riportare le due ragazzine sulla spiaggia. I bagnini arrivati anche loro per prestare soccorso, abbracciarono forte il ragazzo facendogli i complimenti, anche i genitori e la sorella sono stati orgogliosi del gesto fatto dal ragazzo, che ricordiamo è un atleta diversamente abile della Polisportiva Hyperion. Gli unici a rimanere indifferenti davanti ad una bella cosa così bella furono proprio i genitori delle due bambine che non ringraziarono neanche Valerio per ciò che aveva appena fatto. A distanza di due anni, però ci sono stati degli sviluppi sulla vicenda, poco piacevoli…. Nei confronti di questo ragazzo, sono stati rivolti insulti pesanti tipo «guardatelo, sembra un cane» o «doveva morire». La famiglia ha sporto denuncia, ora è tutto nelle mani della polizia postale di Latina che sta indagando. I social hanno cominciato a scatenarsi con questo tipo di linguaggio nei confronti del nostro atleta proprio quando lui, ha ricevuto diversi premi, compreso quello del Presidente Sergio Mattarella che lo ha nominato Alfiere della Repubblica per il grande coraggio dimostrato nel compiere questo gesto. Il gruppo che si è formato su Facebook si chiama "satira nera" che ha rivolto anche insulti nei confronti del padre di Valerio, solo perché ha chiesto di eliminare quei messaggi. Beh credo che non ci siano proprio parole, che possano giustificare un simile comportamento, questo gruppo che si è accanito contro di lui secondo me, parla solo per gelosia e per invidia, perché a questo ragazzo è stato dato il giusto riconoscimento a ciò che ha fatto. Gesti come questo, nell’epoca in cui viviamo sono sempre più rari, ed è difficile trovare gente come il nostro amico, disposta a rischiare la propria vita per salvare un'altra persona. Per quanto mi riguarda, io penso che la cosa che ha suscitato tali reazioni sia stato il fatto, che a dare questa bella lezione di vita, sia stata una persona disabile. Il problema è che ancora oggi, noi persone con diverse abilità veniamo considerati come quelli che non possono, non devono, non comprendono e non sono capaci…. Perciò quando ci si trova di fronte storie come quella del nostro amico, sì cerca di gettare fango in tutti i modi per non perdere mai la scena. Complimenti Valerio, da parte di tutti noi della disabili abili, sei un vero campione, non solo nello sport, ma soprattutto nella vita.

Floriana Salvagione