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Liberi fino alla fine? il dilemma sull'eutanasia

Il 19 settembre c’è stata una manifestazione, a Roma, chiamata “Liberi fino alla fine”, nata da un’iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni, in cui c’è stata una raccolta firme ed un concerto serale per ribadire e per chiedere ancora una volta sia la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, il cui testo è stato depositato sei anni fa e quindi di conseguenza anche il pieno riconoscimento del testamento biologico, che invece è diventato legge nel 2016, ma che in questi casi sembra essere scavalcato.

Questo evento e questa data sono stati scelti non a caso, infatti, la Corte Costituzionale, entro il 24 settembre dovrebbe decidere se applicare la decisione di legalizzare l’eutanasia o lasciare le cose cosi come stanno fino ad esso. Decidere perciò di scegliere di morire, ma al momento, ancora, in aula non esiste nemmeno un testo di base pronto per essere discusso, in quanto si sta continuamente rimandando la discussione, mentre è da mesi che si chiede una decisione definitiva. Ciò fa indignare una parte sempre più numerosa di persone che sono a favore dell’eutanasia.

Alla manifestazione e al concerto serale sono intervenuti personaggi famosi di diversi settori, ma anche ci sono state le testimonianze degli ultimi casi di persone che hanno accompagnato dall'Italia in paesi stranieri i loro parenti in cliniche dove l’eutanasia è consentita e che non solo hanno avuto problemi giudiziari, ma, in generale, che hanno ogni volta determinato un intenso dibattito a livello morale e religioso. Oltre a queste persone, erano presenti anche tutte quelle persone che negli anni passati hanno combattuto e provato a chiedere una legge che approvasse una volta per tutte l’eutanasia.

Cos’è l’eutanasia? penso che tutti quanti sappiamo cosa sia ed è inutile spiegarlo qua, naturalmente non si tratta di una semplice ed improvvisa decisione di scegliere di morire, di decidere in quale paese andare ed essere praticata. Ovviamente c’è un iter da seguire, colloqui con gli psicologi e dottori quando chi decide può farlo e quando è mentalmente ancora presente, in caso contrario la decisione spetta al medico e ai parenti, ma in ogni caso non è un qualcosa che avviene in maniera immediata.

Il problema vero è se sia giusto o no scegliere di morire ed il fatto che l’istituzione della Chiesa sia a Roma, in Italia, questo amplifica e non permette una decisione definitiva, ma d’altra parte l’Italia, come Stato, è o dovrebbe essere uno Stato laico, non uno stato della Chiesa, pertanto determinate decisioni dovrebbe andare al di là ed oltre le istituzioni o i partiti anche se poi dietro ci sono sempre uomini con proprie e personali convinzioni e modi di pensare diversi per ciascuna persona.

Il contrasto è pertanto tra chi dice che non dobbiamo noi decidere se toglierci la vita, in quanto la vita è un dono di Dio e solo a Dio spetta questa decisione (non a caso, in generale, il suicidio è condannato dalla Chiesa), ma anche più laicamente sul fatto di aspettare, chissà forse si scopre una cura o un rimedio e allora… avviene una specie di forma egoistica nel non voler lasciare andare quel nostro parente o amico.

Chi invece è a favore dell’eutanasia, ribatte che in determinate condizioni del malato, sia che fosse cosciente di decidere, sia che non lo fosse più, quando la sofferenza è oramai troppa e non c’è più niente da fare, è giusto far si che termini le sue sofferenze prendendo la decisione più estrema che ci possa essere. In questi casi, si tratta di combattere quello che viene chiamato accanimento terapeutico: Il voler, cioè, far vivere necessariamente anche in condizioni di sofferenze estreme e dolorose, anche e soprattutto future, un malato che chiede lui stesso di morire o che le condizioni sono tali che una guarigione non potrà più esserci.  

In fondo, se ci pensiamo bene, con gli animali si fa la stessa cosa e anche se noi, spesso non ci consideriamo tali, ma esseri superiori, alla base siamo pur sempre animali.

È questo lo so un tema scottante e difficile da parlarne, ci sono molti aspetti da considerare e valutare indipendentemente da se e quanto si è cattolici. Prendendo esclusivamente il lato umano, da un lato appunto c’è quel desiderio egoistico di voler ancora stare insieme alla persona malata e quella speranza che possa essere scoperto un farmaco o un qualcosa che possa farlo guarire e farlo tornare in salute, ma da un lato si deve anche considerare la dignità di una persona, la scelta personale e il capire che ad un certo punto è anche giusto fargli evitare sofferenze, tristezza e una voglia di non vivere più in quella determinata condizione.

Tutto questo perché noi siamo attaccati alla vita, come è giusto che sia, al di là di tutto non sappiamo cosa ci potrebbe essere dopo la morte, sappiamo cosa avviene al nostro corpo da un punto di vista chimico e naturale-scientifico, ma poi… Forse e soprattutto in Italia e in parte dell’Europa non abbiamo un buon rapporto con la morte, dovremmo considerare che prima o poi a tutti capiterà, dovremmo affrontare questo tema in maniera meno triste e meno lugubre. È giusto piangere ed essere addolorati quando ci muore una persona cara perché non potremmo più vederla e parlarci, ma dovremmo forse accettare la morte di più ed in modo diverso.

In fondo anche san Francesco aveva capito ed era arrivato a questo tipo di accettazione chiamandola addirittura sorella morte.

Quello che credo che un po' tutti auspicano è la decisione. Credo che il rimandare, in generale, sia sbagliato, il fatto di non voler decidere è anche una mancanza di rispetto per tutti, è troppo facile far rimanere la situazione in stallo e rinviare, pertanto, indipendentemente quale parte prevarrà, è ora che si faccia chiarezza e che si stabilisca cosa al momento sia meglio, poi naturalmente se ne parlerà ancora e ci saranno, come ci sono stati per altre campagne e lotte importanti, gli a favore e i contrari, così come è accaduto e accade tutt'ora per il divorzio o l’aborto, ad esempio. Si deve e dobbiamo fare un passo avanti anche in questo.    

Alessandro Cavernicoli