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Insieme siamo un mito

L’amicizia è un sentimento meraviglioso, soprattutto se durante il nostro cammino incontriamo persone speciali in grado di riempire il nostro cuore d’amore. Quando è vera, impreziosisce la nostra vita e ci fa sentire perfetti anche davanti alle “imperfezioni.” Un vero amico è colui che ti aiuta a superare qualsiasi ostacolo superando le diversità… L'esperienza di due amiche, la loro storia accompagnata da un bellissimo video, ha fatto il giro del mondo emozionando tutti... Patrizia Matacenadi 55 è in carrozzina a causa della sclerosi multipla, Roberta Cotronei di 56 anni, invece è ipovedente a causa di una retinite pigmentosa, che l'ha portata alla cecità, ma le due donne non si lasciano scoraggiare dalle loro condizioni e decidono di fare un viaggio a Lourdes. Come tutti noi sappiamo, Lourdes è meta di tanti pellegrinaggi, chi c’è stato come me per tantissimi anni, può dirvi che per chi ci crede ed ha fede, è un angolo di paradiso dove si riesce a trovare una forza immensa perché vedi tante persone che soffrono, allora lì ti rendi conto di quanto sei fortunata e non hai più il coraggio di chiedere ma solo di ringraziare. Infatti la nostra amica Patrizia, spiega al Mattino di Napoli: sono andata a Lourdes con i volontari dell’Ordine di Malta “per ringraziare e non per chiedere." Lei Napoletana, ha due figli ed un nipotino, continua dicendo; Questa malattia mi ha tolto la forza nelle gambe, ma non mi toglierà mai il coraggio d'affrontare e di risolvere tutti i problemi. Poi ho i miei figli, gli amici che non mi hanno mai lasciata sola e mi sono stati sempre vicini, ed è anche grazie a loro, se oggi sono quella che sono. "Vi sembrerà strano, ma io mi sento molto fortunata e voglio dirlo per tutte quelle persone che vivono facendosi problemi che forse neanche ha." A far compagnia a Patrizia, in questo viaggio c'è anche Roberta, la sua patologia porta il nome di: retinite pigmentosa, che l'ha colpita all'età di vent'anni facendole così perdere la vista lentamente. Anche lei come la sua amica non sì è lasciata abbattere dalla malattia, infatti si è laureata alla London school of economics ed è diventata un’insegnante d’Inglese. Roberta, ricorda: ”Eravamo a Lourdes, non ne potevamo più di stare in camera, avevamo voglia di uscire ed allora ci sentiamo dette, perché no? Una non ci vede, l'altra non cammina, ma se ci diamo una mano possiamo andare dove ci pare. Così passeggiano belle e sorridenti e mentre lo fanno cantano una canzone: “Siamo un mito", una versione che hanno personalizzato loro degli 883.”Non c’è nessun problema dice Patrizia siamo libere di andare dove vogliamo. “Peccato però che la loro passeggiata è durata davvero poco, visto che durante il loro tragitto hanno incontrato una delle loro accompagnatrici che le ha chiesto dove stessero andando, racconta Roberta. Il nostro giretto insieme è durato poco, ma quello che conta e che siamo riuscite a dimostrare che se si vuole si può tutto.”Così abbiamo deciso di fare quel video, per gioco ma anche per lanciare un messaggio forte, per questo mia figlia con il mio consenso, ha deciso di pubblicarlo sui social, continua la donna: Ho passato anni nella completa disperazione, ma poi quando mi sono resa conto che non avrei mai più recuperato la vista, mi sono rassegnata ed ho smesso di farlo. A quel punto mi sono detta: “Che senso ha passare la vita tormentarsi per quello che non s i ha?” Non possiamo cambiare le cose, allora è meglio godersi ciò che abbiamo e andare avanti. Vi posso assicurare che sono molto felice soddisfatta. La 56enne, dichiara di essere in partenza per New York per presentare il suo progetto “Blind Vision” promesso dall’Unione ciechi Napoli, di cui lei è anche coordinatrice della commissione pari opportunità. Inoltre Roberta conclude dicendo: “Quando ho scoperto la mia malattia, ho fatto di tutto prima di arrendermi ad essa, ma poi come ha fatto Patrizia, ho trovato la forza ed il coraggio di reagire e adesso sono qui, contenta di quello che sono.” La storia di queste due donne, ci lascia un po’ di sgomento, non tanto per le loro condizioni ma soprattutto per la grande forza di volontà, che dimostrano giorno dopo giorno nell’affrontare la malattia a muso duro. Attraverso il loro video, ci trasmettono la voglia di vivere e di esplorare ancora il mondo. Ma la cosa che ci meraviglia ancora di più, è il fatto che dalle loro patologie hanno fatto il loro punto di forza, l'una per l'altra in modo da completarsi e sentirsi libere di condurre una vita il più autonoma possibile con l'aiuto e l'affetto dei loro cari che li sostengono.

Floriana Salvagione