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Non possono camminare, ma possono volare: i piloti disabili di We Fly nel “Cielo senza barriere

16/05/2018 - AUTORE: Simone Carelli

Stavolta c’era anche una madrina d’eccezione, l’astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea Samantha Cristoforetti, ormai da tempo «testimonial» dell’equipe, tanto che nella sua ultima missione aveva portato in orbita una bandiera con il loro simbolo.Adesso la pattuglia è già pronta per un evento simile, che si terrà sabato prossimo, 19 maggio, a Ozzano nell’Emilia, nell’ambito dell’iniziativa «Pilota per un giorno». Altri eventi, sia in Italia che all’estero, sono in programma per quest’anno. «WeFly», è l’unica pattuglia al mondo che da 11 anni vola con due dei tre piloti disabili. Non effettuano vere e proprie acrobazie aeronautiche, ma evoluzioni di volo comunque spettacolari, in forma stretta, quasi una danza a tempo di musica che mette in evidenza le figure e l’abilità dei piloti, entro i limiti di sicurezza e operabilità. l WeFly! Team è composto da Alessandro Paleri, 46 anni, leader, del team, con 3000 ore di volo all’attivo, tetraplegico dal 1987, e Marco Cherubini (45 anni) gregario di sinistra, con circa 2000 ore di volo, paraplegico dal 1995. Non hanno l’uso delle gambe e pilotano i loro aerei ultraleggeri FLYSynthesis «Texan» solo con le mani, grazie a un comando speciale, progettato e realizzato dallo stesso Alessandro che è un ingegnere aerospaziale.Vola con loro, come gregario destro (non disabile) Erich Kustatscher, istruttore con oltre 30mila ore di volo al suo attivo su aerei ed elicotteri. Completano la pattuglia Pino Di Feo, giornalista e speaker del gruppo, e il pilota e fotografo aeronautico Marco Tricarico.«E’ sempre un’emozione ogni volta che si vola» - dice Marco Cherubini - il volo è un grande sogno per molti, e noi ci siamo riusciti proprio grande alla nostra passione. E nel corso dei nostri eventi, vogliamo soprattutto trasmettere questo nostro entusiasmo per avvicinare i disabili al volo, ma soprattutto per mostrare loro che, con passione e determinazione, tutte le difficoltà possono essere superate e i sogni possono essere realizzati». Oltre agli airshow infatti, il team si impegna ogni anno in giornate dedicate alla promozione del volo per le persone disabili: «Attraverso i battesimi del volo e la partecipazione a convegni ed incontri motivazionali presso le scuole, dedichiamo la nostra esperienza a dare una speranza, ad infondere la voglia di perseguire i propri sogni». Ma qual’è il segreto, oltre alla passione e la tenacia? : «Per imparare a pilotare un aereo, a prescindere dall’essere diversamente abile o meno, non c’è nessun tipo di differenza - dice Cherubini - La teoria rimane invariata così come la visita medica per conseguire l’attestato, in quanto è un semplice controllo medico. L’unica cosa è che noi durante l’addestramento impariamo da subito a comandare l’aereo, ma abbiamo bisogno di strutture che siano attrezzate per i vari tipi di disabilità». Samantha Cristoforetti, Capitano dell’Aeronautica Militare di cui è pilota, e astronauta nella missione “Futura” dell’ASI per la Expedition 42-43 a bordo della Stazione Spaziale per sette mesi, ha partecipato ancora una volta all’evento con il team di cui è madrina: « Lo interpreto non come un messaggio a favore delle persone diversamente abili - ha detto l’astronauta italiana - perchè per me persone come Marco e Alessandro sono d’ispirazione a tutti. La forza, la tenacia, la passione, e anche l’amicizia tra di loro con cui perseguono degli obiettivi, sono stati un esempio per me e possono essere un esempio per tutti». Alla manifestazione hanno preso parte altri personaggi del mondo dell’aeronautica, anche disabili. Il video allegato a questo articolo, mostra come i piloti riescano in modo autonomo a entrare nell’abitacolo del velivolo per dare inizio ai loro voli. Fonte: www.lastampa.it/2018/05/16/scienza/non-possono-camminare-ma-possono-volare-i-piloti-disabili-di-we-fly-nel-cielo-senza-barriere-ZZWvaEHv3QHnjH7sXZPqeP/pagina.html