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LA VITA È UNA FIGATA!

19/11/2018 - AUTORE: Riccardo Merelli

Di Ilaria Naef
“Ciao, sono Ilaria Naef, la prima atleta di WCMX italiana. Il mio sport è molto simile allo skateboarding o la BMX, ma invece che uno skateboard o una bici si usa una carrozzina apposita. A fine aprile ho partecipato ai mondiali di WCMX a Dallas, Texas, dove ho vinto la medaglia di bronzo nella categoria femminile. Il mio sogno sarebbe quello di diffondere il mio sport anche in Italia”.
Che piacere, averti conosciuto, Ilaria! Qual è il tuo rapporto con lo sport, in generale. “Lo sport mi ha cambiato la vita. E non solo a me, ma anche a tutte le persone che mi stanno vicino. Lo sport aiuta ad affrontare e superare qualsiasi limite, cambiando di fatto la nostra condizione e il mondo che ci circonda. Prima di fare questo sport ero spaventata anche all’idea di scendere un gradino. Adesso non vedo l’ora di saltare e superare nuovi ostacoli”. Se dici ostacoli, ci viene subito in mente una nostra passione agonistica, ma soprattutto il suo protagonista principale. Qual è il tuo rapporto con il cavallo? “All’inizio non era buono. Per la mia patologia mi hanno consigliato fin da piccola l’ippoterapia, ma io non amo costrizioni e imposizioni. Sono stata in qualche centro ippico tradizionale ma non mi piaceva, provavo pena per quei cavalli con lo sguardo triste rinchiusi in loculi 3×3 tutto il giorno, fatta eccezione per il momento in cui venivano bardati e fatti montare a suon di ‘dai gambe’ e ‘tira le redini’. Li vedevo assenti, alcuni di loro ballavano, altri ticchiavano. Montarli non era divertente: mi dicevano “dai gambe”, ma io non ho il pieno controllo della parte inferiore del mio corpo, per cui tutto era difficile. Un giorno invece ho scoperto un approccio differente: cavalli liberi 24 ore su 24, che arrivavano gioiosi ad un cenno dei loro bipedi. I cavalli non venivano visti come un’attrezzatura sportiva ma come compagni. Ho imparato a comunicare con loro: Demonio, il cavallo ex agonista con cui interagisco, non ha bisogno di sella, morsi, chiudibocca ecc. Lui è sempre pronto ad ascoltare ogni minimo ed impreciso movimento del mio corpo, basta un sospiro e lui si ferma, se muovo il bacino avanza. Con lui gioco in libertà, mi gira attorno, sale sul trailer e mi segue libero mostrando gioia, fiducia e rispetto: ho la convinzione, anzi, la consapevolezza che lui stia con me per piacere e non per dovere”. Emozionante, Ilaria, una figata, scusa il termine…. “La vita è una figata. Io non cambierei nulla. Quando lo racconto, la gente mi prende per pazza, ma io non provo il desiderio di camminare. Alcune delle persone e delle cose migliori della mia vita ci sono e ci sono state grazie alla mia disabilità. Per me la carrozzina non è una cosa negativa ma il mio gioco preferito”.
Io…. Io, niente…. Regalaci un messaggio. “Rinunciate ad avere i cavalli lucidi e puliti ma regalate loro la libertà, ne gioveranno a livello fisico e psicologico e sono certa che oltre ad essere più felici miglioreranno anche le loro prestazioni atletiche”.
Grazie, Ilaria. Hai ragione: la vita è una figata!


[FONTE: http://ucifweb.it/contenuti/interviste/2017/12/06/la-vita-e-una-figata-di-ilaria-naef/ l'articolo non ha firma, tutti i diritti riservati]
Riccardo Merelli