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Calcio "special", a Seriate si cercano atleti

21/01/2019 - AUTORE: Redazione DA

“Il nostro obiettivo è quello di dare vita a una squadra di calcio a cinque per persone con disabilità dai 17 ai 50 anni, di ambo sessi, che settimanalmente si allenano e partecipano a tornei sportivi di categoria promossi dal CSI di Bergamo e sostenuto da Uniacque Bergamo -spiega Fausto Sana, educatore dello Sfa di Seriate-. Una volta raccolti i nominativi delle persone interessate a partecipare a questa iniziativa partiremo con gli allenamenti e con la sperimentazione del progetto tra febbraio e giugno. Abbiamo già alcune amichevoli in programma per maggio. Il nostro obiettivo è quello di entrare nel campionato ‘CSI Special’ con la prossima stagione”.
Agli aspiranti atleti si chiede un certificato medico di buona salute e un buon livello di autonomia. “La squadra sarà sempre aperta ad accogliere nuovi giocatori, avremo la possibilità di accedere a campi da gioco convenzionati e il progetto andrà avanti nel tempo”, conclude Sana. E se il numero di richieste di aspiranti sportivi dovesse essere molto elevato, o se le richieste dovessero arrivare da Comuni molto distanti da quello di Seriate l’obiettivo è quello di lavorare per dare vita a nuove squadre.
“Il progetto mira a far progredire il cammino dell’inclusione sportiva delle persone con disabilità intellettiva-relazionale senza creare realtà sportive ad hoc”, spiega Marina Acerbis, della cooperativa sociale “L’Impronta” che ha sviluppato il progetto del campionato di calcio “Special” in collaborazione con il CSI di Bergamo. “La sfida è stata quella di immaginare che le società sportive del nostro territorio potessero aprire delle sezioni ad hoc per le persone con disabilità -spiega- per promuovere modelli di inclusione e accoglienza non solo sportiva, ma anche e soprattutto nel tessuto sociale dove vivono”.
Il progetto del campionato “CSI Special” è nato proprio per dare una risposta ai giovani e agli adulti con disabilità intellettiva che -pur amando la pratica sportiva- faticano a trovare una squadra che permetta loro di allenarsi, giocare e divertirsi. “Da bambini riescono ancora a trovare spazio nelle sezioni giovanili -spiega Marina Acerbis-. Ma con l’adolescenza le difficoltà crescono: i ragazzi con disabilità spesso non ottengono il certificato agonistico o non riescono a giocare. È un modo per garantire inclusione all’interno del territorio, con un allenamento su misura unito alla componente agonistica. Con un campionato creato su misura”.
L’iniziativa ha raccolto una buona adesione da parte di diverse società sportive del territorio: oggi sono otto quelle che hanno aderito al progetto, dando così vita al campionato “CSI special”. “Non ci si limita all’attività sportiva -spiega Marina Acerbis della cooperativa “L’impronta”-. Si lavora in collaborazione con i servizi sociali del Comune di residenza per integrare l’attività sportiva all’interno del progetto di vita delle singole persone”.
FONTE: http://www.lombardiafacile.regione.lombardia.it/wps/portal/site/Lombardia-Facile/DettaglioRedazionale/news/calcio-special