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Australia si sfidano i militari paralimpici e Harry e Megan annunciano l'arrivo del royal baby

19/10/2018 - AUTORE: Tiziana Scotti

A Sydney la quarta edizione dei Giochi per i militari con disabilità voluti dal principe Harry. Sino al 27 ottobre gareggeranno 500 atleti di 18 nazioni. Contraffatto guida i 17 Azzurri ( la foto in alto).

NELLA NOTTE — Gli Invictus Games che nella notte si aprono all’Olympic Park di Sydney, in Australia (chiusura domenica 27), sono i Giochi internazionali per militari con disabilità acquisita per cause di servizio, giunti alla quarta edizione, dopo la prima a Londra, e le seguenti a Orlando, in Florida, e Toronto, in Canada. Invictus – Fu il Principe Harry ad avere la felice intuizione, assicurando sempre il suo sostegno. Anche mediatico. La prima uscita ufficiale con Meghan fu a una partita di tennis in carrozzina fra Australia e Nuova Zelanda all’edizione di Toronto. Ora sono insieme a Sydney, appena dopo l’annuncio dell’arrivo del loro primo ‘royal baby’, con le attenzioni che ne conseguono. Nel 2013 era negli States. Lì da anni si svolgono gli Warriors Games, dove competono Marines e Navy Seals, paracadutisti e soldati dell’esercito, divisi nelle varie armi. Harry li vide e volle partecipare, sedendosi e giocando una partita di sitting volley. Fu folgorato dallo sport paralimpico e da quei ragazzi, che come lui in Inghilterra, vestono la divisa. “Perché non farlo anche a Londra e aprirlo al mondo?”, si chiese. L’anno dopo ecco la prima edizione londinese degli Invictus. In Australia vi sono 500 atleti da 18 nazioni (ci sono Usa e Iran, Afghanistan e Gran Bretagna, Danimarca e Giordania, fra le altre), che competono in sport individuali (atletica, ciclismo, driving challenge Land Rover, sollevamento pesi, indoor rowing, tiro con l’arco, nuoto, tennis in carrozzina, vela) e di squadra (sitting volley, basket e rugby in carrozzina). Azzurri – L’Italia è sempre stata presente ed è poi l’unico paese al mondo che consente ai militari con disabilità di poter rimanere in servizio attivo, in quello che è chiamato Ruolo d’Onore. C’è chi è tornato da missioni di pace all’estero senza una gamba o cieco per lo scoppio di una granata. O chi durante una esercitazione è rimasto paraplegico per un incidente. E ancora chi per salvare un compagno è stato colpito dai colpi di mitra di terroristi e non riesce a muovere le gambe. Fanno parte del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa, una delle più belle realtà dello sport italiano.

Fonte e articolo completo su www.gazzetta.it/