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Promogest: Associazione Solidarietà e Sport

La Promogest è operativa dal 1999, come Associazione Sportiva Dilettantistica, e dal 2000 come Associazione di Promozione Sociale. Ho intervistato il suo presidente che ci ha raccontato: "Eventi e tragedie del secolo passato, quanto nel ricordare come si viveva a partire da poco più di un secolo fà, quali erano i loro principali impegni e come gestivano i processi che la natura e l'organizzazione sociale ponevano loro di fronte. Quindi come primo intervento, ci siamo prefissi di riannodare il gap che si è creato tra nonni e nipoti, riesaminando quanto si è sviluppato in un secolo e mezzo di vita, abbiamo voluto sperimentare un contatto tra queste generazioni attraverso le domande che i giovani e giovanissimi ponevano ai loro "vecchi" che erano spinti a raccontare come si viveva quando loro avevano l'età degli intervistatori. Dalle risposte molto esaurienti, date per iscritto o verbalmente dagli anziani, i giovani, con loro e nostro grande stupore, hanno percorso un lungo periodo di tempo recependo notizie, insegnamenti, e comportamenti di cui non avevano avuto conoscenza, con tanta soddisfazione e curiosità analisi dei cambiamenti della Società ha fatto capire ai giovani come si sia lentamente passati da una Comunità produttiva basata sulla collaborazione e la solidarietà a una Società produttiva basata esclusivamente sul guadagno e sulla individualità, che ha modificato tutto il tenore di vita delle persone, dal modo di operare nei confronti degli altri, di vivere ammassati in "alveari" ove chi sale in Ascensore guarda in tutte le direzioni tranne che verso l'ipotetico interlocutore, di non conoscere e non rispettare più l'Ambiente, che è la componente che ci dà la vita, di non conoscere il mondo animale e vegetale che ci danno il sostentamento, di correre dietro alle novità tecnologiche, che seppur utili, anzi quasi indispensabili, stanno provocando ulteriore distacco tra le vecchie e le nuove generazioni. Anche la Scuola, in tutto il mondo, ha abbandonato la ricerca di ciò che è stato, come bagaglio di esperienze e di conoscenze, dalla lingua alle tradizioni, alla considerazione di ciò che era psicologicamente utile allora fino a confrontarlo con tutto ciò che la Società attuale ci propone.

Agli anziani cosa resta: 1) La sensazione di inutilità all'interno della Società industriale, tanto che oggi chi si avvicina alla pensione viene considerato un peso sia economico che produttivo, mentre prima i giovani non avevano bisogno di corsi o percorsi di apprendimento, perchè in ogni attività iniziavano a operare insieme imparando dagli anziani. La difficoltà di un anziano che ha avuto una vita piena di attività in vari campi e quindi portatore di tante esperienze di vita, nel trasferire queste esperienze o comunque nel dare messaggi scaturiti da quelle esperienze, alle nuove generazioni che sono stati portate a credere che tutto ciò che è passato è  negativo, quindi da non considerare, senza far presente loro che esiste un legame con il passato che non può da loro essere cancellato, che noi portiamo nel nostro DNA e nella nostra sfera psicologica.

QUALE DANNO PIU' DISASTROSO AVER CREATO QUESTA DICOTOMIA! 2) La crescita sempre più intensa della solitudine, perchè oggi i giovani tendono a cambiare "alveare" lasciando gli anziani a vivere soli, o in compagnia di BADANTI ovviamente retribuite/i, con i quali spesso non scatta la simpatia o la sinergia di bisogni, e quindi loro sentono molto di più la mancanza o la lontananza della famiglia, e cominciano a vivere in un perenne stato di agitato bisogno affettivo. Le case di riposo - Residenze Sanitarie Assistite - in questo periodo di pandemia - hanno portato al "diapason" questa necessità, e noi ci siamo accorti solo ora di quanto fosse difficile e doloroso non solo il distacco affettivo ma anche quello fisico e psicologico. Tra l'altro abbiamo sperimentato un problema che avrebbe potuto esse in parte superato se, come da normative di accoglienza, le strutture avessero potuto usufruire di moduli che permettessero agli anziani una funzionalità maggiore del fisico e della mente attraverso attività motorie e di allenamento alla concentrazione e all'attenzione, perchè il prosieguo della vita in queste condizioni permetteva di vivere una vecchiaia che non faceva perdere la vitalità. Abbiamo fatto una grande esperienza di questo tipo in un recente passato, poi costretti a abbandonarlo per l'insipienza dei politici che dovevano sostenerci. In una struttura sanitaria per anziani, grazie all'interesse di una grande azienda, abbiamo potuto installare un computer per ogni letto, e gli istruttori erano i giovani liceali di quell'area, ricambiati dagli anziani con aiuto allo studio o con insegnamenti diversi, a seconda della professionalità pregressa di ciascun anziano. Dopo due anni i controlli hanno dato un aumento della capacità di concentrazione e di acquisizione di capacità intellettiva fino al 20% negli anziani e una migliore capacità solidaristica dei giovani che erano entrati con loro a contatto. Purtroppo fummo premiati con una revoca di licenza perchè la legge non prevedeva un tipo di attività di questo tipo nella struttura, per due anni sostenuta e premiata con il fiore all'occhiello di quell'area d'Italia." Non aggiungo altro se non che la Promogest non molla!!

Paola Maria Bevilacqua