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Velocemente una legge per la Fibromialgia

 Importante scoperta scientifica da parte di un team di ricercatori di Verona e Genova. La scoperta del team è che la fibromialgia è una malattia reumatica di origine autoimmune. La dimostrazione che la fibromialgia è una malattia autoimmune impone di rivedere le strategie terapeutiche utilizzate finora e di trattare la malattia aprono interessanti prospettive per l’individuazione di nuovi bersagli terapeutici per la messa a punto di un trattamento personalizzato. La fibromialgia è una malattia importante, invalidante che pregiudica la qualità di vita. Nonostante siano passati ventotto anni da quando l’OMS ha riconosciuto la fibromialgia come malattia invalidante, ad oggi il Servizio sanitario nazionale non la riconosce tra le malattie croniche per le quali è prevista l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria. Un organo che oltre a predisporre apposite linee guida per il percorso diagnostico-terapeutico, elaborare programmi per la formazione dei medici e proporre campagne di sensibilizzazione, avrà il compito di individuare due centri di riferimento regionali e predisporre un disegno di legge dedicato ai farmaci e alle prestazioni erogabili in esenzione parziale o totale. Non c’è altro tempo da perdere.  La fibromialgia affligge circa 1,5/2 milioni di italiani, non è considerata una malattia rara e non è riconosciuta come malattia cronica all'interno dei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Solo chi è colpito da questa patologia sa come ci si sente e cosa vuol dire affrontarla quotidianamente, quindi non si può condannare questo pensiero. I pazienti che soffrono di una sindrome da dolore cronico come la fibromialgia, la sindrome dell'intestino irritabile e la sindrome da affaticamento cronico, hanno alterazioni della voce e sintomi a carico delle vie aeree simili tra loro, ma differenti da quanti non provano dolore cronico. Uno studio pubblicato su Pain Medicine ha evidenziato come sia i pazienti con fibromialgia che con sindrome dolorosa regionale complessa possono avere innesco o aumento del dolore in seguito a temperature ambientali fredde o calde. I pazienti con diagnosi di fibromialgia possono essere a rischio più elevato di malattie cardiovascolari. Uno studio pubblicato di recente su Nutrients evidenzia che la nutrizione può migliorare i marcatori di rischio cardiovascolare in questi pazienti; in particolare, i risultati di questo studio preliminare hanno rivelato, per la prima volta, che il consumo sia di olio extra vergine di oliva che di olio raffinato possono migliorare vari marcatori di rischio cardiovascolare in questi pazienti evidenziando le proprietà antitrombotiche e antinfiammatorie dell'olio d'oliva. E' quanto mostra uno studio pubblicato sulla rivista Croatian Medical Journal in cui gli autori sottolineano che non è stata trovata alcuna associazione tra livello sierico di ferritina e ansia, depressione, qualità del sonno e funzionamento fisico ma che tenere sotto controllo i livelli di ferro potrebbe aiutare a migliorare la qualità di vita. Chi soffre di fibromialgia ha una particolare sensibilità agli stimoli dolorosi, che sono percepiti in modo molto più intenso rispetto alle altre persone. Potranno presentarsi anche disturbi al sistema nervoso centrale che porteranno un cambiamento del tono dell’umore, depressione, ansia, nonché difficoltà a concentrarsi. I fattori ambientali e quelli neuronali sono considerati coinvolti nello sviluppo e nel decorso della patologia. In particolare è ormai chiaro che a livello cerebrale avvengono dei cambiamenti che comportano un’accentuazione dell’elaborazione del dolore così come sono state dimostrate anche alterazioni del sistema immunitario, a loro volta responsabili dell’infiammazione. Camminare, andare in bicicletta e, soprattutto, nuotare o effettuare esercizi in acqua possono rappresentare un valido programma per migliorare la forma fisica. Infine, discipline quali lo shiatsu si sono a volte dimostrate efficaci in termini di riduzione del dolore soggettivo. Alcuni studi hanno evidenziato che un deficit di vitamina D è spesso associato a «disturbi del sonno e fibromialgia. Diritto ad una sofferenza che compromette la vita di chi soffre ogni giorno per diversi disturbi cronici.

Piero D.M.