Hai diritto all' IVA al 4%
Servizio Clienti (+39) 055.36.05.62

Medicina telematica in sviluppo

Probabilmente, in questo periodo in cui siamo afflitti dal problema dell’emergenza sanitaria per il coronavirus, che ricordo che anche se non c'è più tutta la carica virale dei mesi di marzo ed aprile, il virus non è stato ancora debellato, avrete sentito parlare di telemedicina, anche se non con questo termine specifico. Per telemedicina si intende l'insieme di tecniche mediche che permettono la cura di un paziente e il fornire servizi sanitari a distanza, proprio per limitare gli spostamenti e i contatti tra le persone, molto utile, pertanto, soprattutto in questo periodo. C’è da dire innanzitutto che, a livello ufficiale, al Governo è stato presentato un emendamento per potenziare la telemedicina in Italia.

In alcune nazioni, questo tipo di servizio è stato avviato con successo, proprio con lo scopo di combattere l’epidemia da coronavirus e garantire assistenza sanitaria a tutti i cittadini. Inoltre, questa nuova metodologia ha anche l’utilità di un supporto e una garanzia tecnica, in quanto ci sono purtroppo troppe false indicazioni e cure di gente che non ha competenze mediche, ma che le persone sembrano assecondare, creando non solo danni per la medicina stessa, ma anche e soprattutto per la persona malata. Quante volte abbiamo visto servizi televisivi o al telegiornale di persone che, spendendo anche cifre considerevoli, sono decedute o hanno avuto ulteriori complicazioni, dopo che si sono affidate a persone che non avevano alcun titolo.

In Irlanda, in particolare, una start-up ha realizzato una nuova applicazione facile da usare e gratuita che permette a medici e operatori sanitari di relazionarsi con i pazienti, restando dalle proprie abitazioni. Il tutto, rispettando la privacy.

Credo che questo tipo di medicina, ufficiale e ben regolamentata, possa essere un'importante soluzione. Ovviamente, tutto ciò poi non può prescindere da una visita medica di persona, soprattutto quando questa è necessaria per capire di quali necessità ha bisogno il paziente, ma al momento e per il futuro, anche andando oltre a questo periodo particolare in cui siamo alle prese col coronavirus, potrebbe essere anche un’idea che le stesse istituzione potrebbero e dovrebbero supportare. E voi? siete d’accordo?

Alessandro Cavernicoli