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Covid 19 - Una guerra silenziosa, consolare chi è nel lutto.

Covid 19 - Una guerra silenziosa, consolare chi è nel lutto.

Stiamo vivendo momenti drammatici, non solo per noi italiani ma per l’umanità intera. Una guerra silenziosa viene combattuta sotto i nostri occhi e siamo inermi davanti a ciò che sta succedendo. La vita ci pone davanti a gioie e dolori, nascite e morti, ma ciò che sta succedendo ora ci lascia senza parole.

Come sociologi e consulenti, a me e mio marito, ci viene chiesto di esprimerci per consigliare come consolare amici e conoscenti che hanno perso un loro caro a causa del virus.

Come dicevo il momento che viviamo è difficile e doloroso. Quando si parla del lutto, soprattutto dei lutti di questi giorni, sembra che si parli di qualcosa fuori dalla norma. Anche il lutto di chi non ci è familiare ci tocca. Adesso è come se fossimo in guerra.

Quello che possiamo fare per chi è in lutto è partecipare con lui o lei silenziosamente e ascoltare. Chi è nel lutto deve poter percepire il nostro sostegno. Ascoltare anche i ricordi dolorosi senza dare giudizi. Riconoscere le espressioni delle emozioni. Fornire aiuto concreto: videochiamare, aiutare nelle incombenze burocratiche anche da remoto; perché le persone nel lutto sono nella disperazione più totale.

Tenendo presente che non esistono ricette standardizzate, far sentire e mantenere la nostra presenza; l'ascolto attivo, affinché le emozioni possano trovare spazio di espressione.
Non c'è sempre qualcosa da dire, ecco perché la nostra presenza a volte deve essere silenziosa; condividere una nostra esperienza di perdita se ne abbiamo avuta; se la persona piange non cercare di distrarla.

Se siamo credenti possiamo attingere consigli dal Vangelo, la Scrittura stessa ci dice di piangere con chi piange (Rom 12:15); evitare di far finta di nulla perché non aiuta.
Inoltre, se Dio ci ispira delle parole di consolazione e speranza che provengono da Lui, diciamole con rispetto e delicatezza.

Martina Zardini