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Solidarietà ogni giorno

Con il 6 gennaio le feste natalizie finiscono e tutto tornerà alla normale quotidianità. Chi lavora ed ha usufruito delle vacanze riprenderà, chi va a scuola o frequenta corsi, in presenza o tramite internet, tornerà a studiare e chi è malato... chi è malato continuerà la sua lotta probabilmente come ogni giorno.

Chi ha patologie, malattie, disabilità varie temporanee e non e più o meno gravi, questo periodo di Natale non è stato, probabilmente, diverso dagli altri. E' vero, qualcuno ha avuto la visita di parenti e per qualche giorno ha "dimenticato" o meglio, non ha pensato solo alla sua situazione. Il calore di un momento fa bene e aiuta e in questo periodo dominato da questo terribile virus fa bene ancora di più.

Ci sono ovviamente stati e stati e situazioni diverse, ma non dimentichiamoci che chi soffre lo fa per tutto l'anno e non basta essersi lavati la coscienza andando a trovare o telefonando a qualcuno che ha determinate difficoltà. Non serve nemmeno nascondersi dietro la scusa del divieto, perché sicuramente il tempo di andare a comprare qualcosa si è trovato, pertanto se non si è andato a trovare un parente o un amico che sta male o anche fatta auna telefonata è grave, molto grave, ma se lo si è fatto per quello spirito solo natalizio che poi termina con il 6 gennaio è grave e molto più grave. Per chi sta male, ricordiamoci, che le giornate sono sempre le stesse e spesso non passano mai, passano lente in attesa di un nuovo giorno spesso uguale al precedente. E' un continuo loop, uno stato monotono che non cambia. 

Ricordiamoci e ricordatevi allora di fare una telefonata e di passare a trovare chi ha bisogno domani, dopodomani, dopodomani ancora. Ricordiamoci e ricordatevi di fare una telefonata e di passare a trovare chi ha bisogno sempre col sorriso, perché non dev'essere un peso perché chi sta male, anche se a volte non lo da a vedere, se ne accorge e soffre di più. Non si deve stare con l'orologio in mano o col cellulare, ma fatelo solidalmente. 

Un giorno potrebbe essere il contrario e allora si potrà capire e sperimentare la solitudine, il senso di abbandono e di tristezza che c'è in tutte quelle persone che soffrono.

Tiziana Scotti