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Ripartire è una trasformazione

Ci troviamo da qualche giorno nella tanto attesa fase due e nonostante tutte le incertezze, questo è il tempo della rinascita. Ci troviamo davanti alla necessità di reinventarci, pur senza dimenticare ciò che è accaduto e ciò che ancora sta accadendo intorno a noi.

Dai tanti articoli letti sul web negli ultimi giorni, ho iniziato a riflettere su come tutti noi dovremmo ripartire per ricostruire le nostre vite, la nostra quotidianità. Fin ad oggi abbiamo avuto giorni e notti per riflettere chi nelle proprie case, chi negli ospedali, chi lontano dai propri cari e in questo tempo abbiamo avuto modo di guardarci dentro, di lottare contro i nostri limiti, di fare i conti con le nostre coscienze, coi nostri sogni e le nostre speranze. Oggi, siamo arrivati al punto di mettere tutto in pratica, di darci da fare. Sì, oggi, non dobbiamo pensare a cosa possiamo perdere, ma a cosa possiamo guadagnare, a cosa possiamo imparare per migliorare noi stessi e ciò che ci circonda.

Quanto più possiamo augurarci di fare se non di imparare ad apprezzare la vita sorprendendoci?

Per dare un senso alle cose, per reagire davanti alle difficoltà, alle reazioni automatiche dettate dalla stanchezza, dalla rabbia, dai timori, l’essere umano deve imparare a capire le proprie emozioni, anche quelle dal sapore negativo che di solito lo portano a proteggersi. Si tratta di un comportamento ancestrale, le paure sono come degli allarmi che ci mettono in guardia. Non è sbagliato sentire la paura dopo un periodo di reclusione, tuttavia l’errore sarebbe quello di chiudersi in un guscio e dare spazio a depressioni e altri problemi di vario genere.

Voglio proporvi, con questo articolo, tre aspetti da tenere sempre in considerazione per stare bene sia con gli altri ma soprattutto con noi stessi, ovunque ci troviamo.

Il primo aspetto è sicuramente quello riguardante il metabolismo. Sabbiamo bene, specialmente noi disabili, che il corpo è colui che ci sorregge. La sua buona salute infatti è la base per poi fare tutto il resto. Questo ci deve portare a prestare molta attenzione alle nostre diete: non deve mancare nessun nutriente, per questo aumentiamo le vitamine con frutta e verdura e diminuiamo i carboidrati e le proteine con pasta, pane, patatine e bisteccone. Non dobbiamo rinunciare a nulla, sia ben chiaro, ma cuciniamo in maniera cosciente e non dimentichiamo di fare movimento. Ognuno sa se, quanto e come può muoversi. Facciamo tutti del nostro meglio e ricordiamoci di consultare i nostri medici e i nostri terapisti. Prendiamoci cura noi per primi del nostro benessere. Star bene è importante per noi stessi, ma anche per amore e rispetto di chi ci vuole bene.

Il secondo aspetto concerne la psiche. Allo stesso modo della nostra pancia, pure la nostra mente ha bisogno di nutrirsi e spesso con dei pensieri positivi. Occorre cercare di capire come nascono i nostri pensieri, comprendere come valutarli e chiederci se sono realmente utili. Non dobbiamo avere paura di ritrovarci davanti a un bivio, la vita è fatta di scelte e ci vuole determinazione: “Sto seguendo un pensiero o un progetto utile per la mia vita?”. Se la risposta è sì, allora continuiamo a lavorarci su con forza e ancora più entusiasmo di prima. In caso contrario, è proprio giunto il tempo di lasciarli andare via. Vedrete, ne trarremo solo beneficio.

L’ultimo aspetto, ma non per importanza, riguarda le relazioni interpersonali. In questo periodo siamo stati costretti a vivere con le stesse persone, oppure completamente da soli. In ogni rapporto che nel corso della vita si deve costruire, che sia coi propri famigliari, coi propri amici, coi colleghi di lavoro, vicini di casa… bisogna crescere. La tentazione negli anni è sempre quella di restare fermi. Aspettiamo che siano sempre gli altri a comprenderci e tendiamo a trascinare e a esasperare delle relazioni sfociando poi in una inevitabile indifferenza, che porta successivamente a un gran fallimento che finirà col pesarci dentro, che lo vogliamo o no. Dobbiamo imparare ad ascoltare di più e a parlare di meno. Metterci di più nei panni degli altri, specie in quelli di chi ci sembra più difficile, e usciamo po’ più dai nostri, senza armarci di giudizi che raramente portano alla comprensione di qualcosa. Stacchiamoci un po’ dalla tecnologia, che non guasta mai, e trascorriamo del tempo nella natura, se possibile. Ma principalmente, ascoltiamo i nostri sentimenti, le nostre emozioni.

Nessuno può cambiare il passato, ma possiamo costruire il futuro. Lasciamo parlare le nostre emozioni in profondità, la vita è un dono che merita di essere vissuto. Non perdiamo la nostra serenità nei rancori e prendiamo in mano quest’occasione. È il primo passo verso la nostra trasformazione.


Margherita Rastiello