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L' attività fisica un deterrente importante per evitare patologie importanti

Il benessere e la qualità della vita dell’uomo dipendono da diversi fattori e la corretta gestione delle attività di movimento è uno di questi, in quanto il nostro corpo è fatto per muoversi. La vita sedentaria, infatti, espone a un rischio maggiore di morte prematura, rendendo il fisico più vulnerabile a una serie di patologie croniche degenerative, dalle malattie cardiache al diabete. Eppure, nonostante studi e ricerche degli ultimi anni dicano che limitare il tempo giornaliero dedicato all'attività fisica sia un errore, sono in molti ad ammettere di non aver mai svolto attività fisica e di avere uno stile di vita sedentario. E l’Italia non fa eccezione. Essere magri o avere muscoli da spiaggia non significa automaticamente essere in forma e in salute. Prova ne sono i molteplici infortuni e acciacchi estremamente diffusi fra i praticanti di fitness tradizionale. La connessione corpo-mente è tenuta in estrema considerazione, con la consapevolezza che gli esercizi che compiamo influiscono anche sulla nostra forma mentis e sul nostro spirito. Fare attività fisica è un deterrente importante per evitare patologie importanti, tenersi in forma ed in buona salute. Lo sport acquista importanza però anche in casi di disabilità fisica. La ripresa del movimento e le attività riabilitative post evento traumatico sono fondamentali per recuperare autonomia e ritornare ad una qualità di vita che sia compatibile con la propria condizione. Lo sport in fase riabilitativa precoce svolge una funzione molto importante da un lato, è una motivazione in più a tornare alla vita di tutti i giorni, dall’altro lato, aiuta a sviluppare abilità motorie residue. Intanto bisogna premettere che attività fisica non è sinonimo di sport. Muoversi per fare i lavori domestici, una camminata, ballare, dedicarsi al giardinaggio o al bricolage è attività fisica moderata. Altra cosa è invece praticare uno sport, e non necessariamente a livello agonistico. Secondo l’Oms bisogna fare moto per almeno 150 minuti a settimana: 30 minuti di camminata al giorno per cinque giorni a settimana e l’obiettivo è facilmente raggiunto. Di più, un’ora al giorno di movimento da moderato a intenso per bambini e ragazzi: 60 minuti che possono anche essere dedicati al gioco. A tutte le età, il maggiore beneficio dell’attività fisica è sul metabolismo, come hanno appena scoperto i ricercatori del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’università di Milano, in collaborazione con il Policlinico San Donato, l’ospedale San Raffaele e l’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. In questo studio pubblicato sul Journal of Diabetes Research, si è osservato che durante l’esercizio il muscolo scheletrico produce una molecola chiamata irisina, responsabile degli effetti positivi dell’attività fisica sul metabolismo dell’organismo. Se non siamo in forma dobbiamo darci del tempo. Il trucco è quello di scegliere un’attività e poi farla gradualmente, magari alternando allenamenti ad alta intensità (una volta o due volte a settimana) con un po’ di corsa lenta, camminata veloce o giri in bicicletta. Per il primo mese è fondamentale concedersi almeno due o tre giorni di riposo a settimana per recuperare: solo così ci salviamo dallo sfinimento che ci porta a mollare. Fare attività fisica, inoltre, protegge dalle infezioni. Secondo uno studio dell’università danese di Aalborg, chi svolgeva attività molto lieve o moderata aveva un rischio ridotto del 10% di sviluppare infezioni batteriche. Anche una “semplice” camminata ha importanti benefici. L’inattività fisica aumenta il rischio di cancro, soprattutto se oltre a muoversi poco il soggetto in questione si alimenta in modo scorretto. Lo scarso movimento agevola anche l’insorgenza di problemi articolari e ossei, come artrite e osteoporosi. L’inattività fisica accomuna una buona fetta della popolazione mondiale: secondo l’Oms si tratta del quarto più importante fattore di rischio di mortalità: oltre 3 milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’inattività fisica. Le conseguenze, tuttavia, possono essere anche altre, meno gravi ma comunque debilitanti: questo stile di vita poco rispettoso delle esigenze del corpo può determinare infatti un calo dell’umore, stati di depressione, un invecchiamento precoce.

Piero