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Il futuro della tecnologia, limiterà lo spreco alimentare

Lo spreco alimentare è il fenomeno della perdita di cibo ancora buono per essere consumato da esseri umani, che si ha lungo tutta la catena di produzione e di consumo del cibo. Quante volte abbiamo gettato un yogurt solo perché “vicino” alla data di scadenza? Quante volte abbiamo fatto lo stesso con frutta e verdura solo perché ci sembravano “brutte”? Lo spreco di cibo è un problema molto sentito in Italia e in alcuni casi difficilmente arginabile . Questo tipo di abitudine comporta diversi svantaggi anche a livello economico. La maggior parte dei prodotti acquistati non verrà smaltita in tempo e finirà direttamente nella pattumiera. Soldi e cibo sprecati. Impariamo a programmare i nostri pasti per non comprare più del necessario ed essere sicuri di consumare tutto. Il cibo che viene sprecato ogni anno in tutto il mondo potrebbe sfamare fino a 2 miliardi di persone. La produzione di questo cibo necessita lo sfruttamento di molte risorse come terreni agricoli, acqua e prodotti chimici, che spesso vengono utilizzati in maniera inadeguata poiché per l’appunto, il cibo prodotto viene sprecato. Gli scienziati attribuiscono ciò al ruolo di maggiore importanza che frutta e verdura svolgono in una dieta equilibrata. Infatti, la produzione di frutta e verdura richiede da un lato meno terra da coltivare, dall'altro, l’utilizzo di una grande quantità di prodotti agricoli.  L’educazione dei consumatori svolge un ruolo cruciale in questo senso. Lo spreco alimentare potrebbe essere ridotto se i consumatori avessero una migliore comprensione di come preparare il cibo, riciclare gli avanzi ed evitare gli sprechi (cucinare le bucce di frutta e verdura, ecc.), e infine di come conservare correttamente frutta e verdura. Se, infatti, è necessario nel lungo periodo sostenere l’idea secondo cui un sistema agroalimentare che genera insicurezza e sprechi debba essere cambiato, è pur vero che, nel breve periodo, recuperare il cibo altrimenti destinato a diventare rifiuto per donarlo a chi non ce l’ha appare come la maniera più giusta di agire. Ecco che allora, l’alleato della tecnologia diverrà fondamentale per arginare rischi dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche. Obiettivo numero uno dell’innovazione nel campo del food, sarà ridurre gli sprechi alimentari, che oggi sono una grande fetta, circa il 30%.Analisi dei dati a disposizione delle aziende per conoscere le preferenze nutrizionali dei clienti, app e health tracker capaci di rendere i consumatori più consapevoli, sono solo i primi esempi di come la tecnologia possa aiutare una migliore gestione dell’alimentazione. Il tech sta cambiando i modi di produrre il cibo: stampanti 3D, carne sintetica, sistemi controllati in grado di favorire la produzione locale. Perfino l’agricoltura, grazie allo sviluppo dell’azienda agricola verticale, si sta spostando in città, in fattorie urbane al coperto. In futuro, saranno gli smart device come Echo e Alexa a consigliarci cosa mangiare e si svilupperanno community interattive di consumatori con gusti simili fra loro. Il cambiamento è già in atto, i consumatori pongono una sempre maggiore attenzione all'impatto delle proprie scelte alimentari, scelgono attivamente prodotti eticamente sostenibili, confermando una maggiore sensibilità nei confronti del cambiamento climatico.

Piero D.M.