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La Casa di Asterione e l'arte come chiave per l'integrazione

Sappiamo bene quanto sia importante trovare il nostro modo per esprimere ciò che siamo, come viviamo e come vogliamo stare al mondo.
Esprimersi è fondamentale nella vita, lo è davvero per tutti, ma soprattutto per chi si trova in condizioni di fragilità. Diventa poi una vera esigenza per tutte quelle persone che per diversi motivi sono confinate ai margini della società, come purtroppo accade ancora oggi a chi ha una disabilità.
Esiste poi una capacità di agire, di produrre, di raccontarsi che non guarda in faccia a nessuno, che non giudica nessuno, ma che sa accoglie tutti come una vera amica: l’arte. E lei, in tutte le sue forme e sfaccettature, ha dato voce anche alla fragilità.
La storia che vi voglio raccontare è quella creata da molte voci che sono uscite dall’anonimato grazie, appunto, all'arte. Oggi vi parlerò dei progetti della casa di Asterione.

La Casa di Asterione è un'associazione culturale che continua a creare progetti e spingersi non solo verso i centri di riabilitazione, ma anche verso gli istituti di detenzione e le comunità educative per minori portando inclusione e nuove speranze.

Sono proprio quelli più fragili che generano sul palcoscenico, davanti alla telecamera o tra le voci dei cori, una forza tale da chiarire qualsiasi dubbio sul potere che ogni genere di arte, come anche il teatro e la musica, possa avere. Ad Ascoli Piceno, dove sorge la Casa di Asterione, piccoli miracoli quotidiani come questi, danno una svolta decisiva alla vita di chi si sente solo, perso e non accolto.

“Per la verità, il teatro aveva cambiato il modo di stare al mondo anche a me, che pure lo facevo per la forte passione che mi muoveva e non perché avessi particolari fragilità”, racconta Roberto Paoletti, presidente di La Casa di Asterione a proposito dei suoi trent’anni trascorsi, prima, in una compagnia di produzione teatrale. “La forza del teatro è nel fatto che esplicita tutta la potenza delle relazioni, perché il teatro è in sé una relazione sempre rilanciata, relazione tra gli attori, tra l’attore e i personaggi che interpreta, tra gli attori e il loro pubblico. Così, sei anni fa, io e alcuni colleghi della compagnia abbiamo pensato che il teatro potesse fare ancora di più, per esempio aiutare persone per diverse ragioni in difficoltà ad allenarsi alla relazione, nei tanti aspetti in cui la relazione di persone in difficoltà si può declinare. E abbiamo creato La Casa di Asterione. Ha presente il Minotauro, l’essere mostruoso con il corpo di uomo e la testa di toro?  Minotauro è il nome con cui è conosciuto Asterione.  Il Minotauro/Asterione è il primo emarginato che ci consegna il mito e viene rinchiuso nel labirinto: ecco, il filo d’Arianna, grazie al quale Teseo esce dal labirinto dopo aver ucciso il Minotauro, è la mediazione artistica, ovvero dei percorsi effettuati con docenti, coach, psicoterapeuti e counselor specializzati nell’uso delle arti terapie e nel teatro sociale”, dice Roberto, raccontando la genesi di questa associazione di promozione sociale.

Per essersi dimostrata generativa anche nelle settimane immobili del lockdown, oltre che per esser stata valutata di grande qualità e una vera gemma del terzo settore, La Casa di Asterione è stata premiata da Buone Notizie, l’inserto sulle imprese del bene de Il Corriere della Sera. Il Premio Corriere Buone Notizie, è stato un riconoscimento importante per la resilienza e la capacità di guardare al futuro, ha detto la giuria. “Non potevamo lasciare soli i nostri ragazzi in un momento in cui le loro stesse famiglie non potevano più stabilmente contare sui consueti servizi di assistenza”, conclude Paoletti. “Così li abbiamo raggiunti con la tecnologia nelle loro case e attraverso uno speciale tg on line, che abbiamo chiamato TG Corona, abbiamo fatto loro raccontare storie di quarantena in formato molto creativo”. 

Neanche in questo secondo lockdown gli operatori si stanno fermando, io vi consiglio vivamente di seguire i nuovi progetti su www.casadiasterione.it

“Ritornando a quando abbiamo creato l’associazione, mi piace dire che abbiamo pensato a Minotauro-Asterione che viene rinchiuso nel labirinto perché è vero che il labirinto ha una porta di ingresso che spinge verso il perdersi, ma ha anche una porta d’uscita. Ecco noi ci proponiamo come i compagni di viaggio nel labirinto alla ricerca di quella porta che può diventare uscita”.

Bisogna sempre trovare un modo per non perdersi, o forse sarebbe meglio dire per ritrovare se stessi. La Casa di Asterione continua a moltiplicare i progetti che attraverso diversi tipi di arti come la pittura e la scultura, la danza e il circo, il teatro, la musica e il canto raggiungono i centri di riabilitazione e gli istituti di detenzione, le comunità educative per minori così come le periferie urbane. “Siamo entrati anche in molte scuole, e in particolare in classi con bambini e ragazzi con disabilità o con bisogni speciali. Abbiamo portato arte e gioco. Il gioco è potentissimo nell’aiutare a far cadere le barriere, siano quelle etniche o quelle procurate dalla disabilità o dalla patologia: l’arte, dal canto suo, sprigiona la creatività di tutti, perché libera le abilità qualunque queste siano e protegge dal giudizio esteriore, perché l’arte non giudica”.

 “L’Arte diventa strumento di integrazione dal momento in cui si comprende la sua essenza espressiva, che per sua natura accetta la diversità come condizione “normale”. È un rapporto straordinario quello tra differenti abilità e attività artistiche, entra nel profondo della dimensione umana. Disorienta accorgersi che chi viene considerato dis-abile in realtà è non solo abile ma anche pieno di talento e capacità. Ecco allora che ogni barriera e pregiudizio cade e si scopre il valore della relatività”.

Nel viaggio della nostra vita, tutti arriviamo a un punto in cui ci siamo indeboliti. Tutti arriviamo a sentirci più fragili e in questo tempo di pandemia questo sembra essere ancora più amplificato.
Ma finché una voce per una canzone o un ruolo da interpretare ci farà pensare, ci aiuterà a riflettere, ad entrare in contatto con noi stessi… allora, vorrà dire che la forza di volontà può fare ancora tanto e un momento diventerà ancora una nuova opportunità.


Auguri e tanti progetti alla Casa di Asterione da parte di tutti noi!

Margherita Rastiello