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Sociale: Emilia-Romagna promuove coabitazione per non autosufficienti

14/01/2018 - AUTORE: Sonia Sabatini

(Regioni.it 3298 - 10/01/2018) Housing sociale, coabitazione, abbattimento barriere architettoniche, progetti sperimentali di convivenza. Sono le proposte della regione Emilia-Romagna verso le persone non autosufficienti, anziane o malate gravi. L’obiettivo è quello di garantire autonomia, coesione sociale e buona qualità della vita alle fasce più deboli della popolazione.

“La sfida della non autosufficienza sta diventando sempre piu' centrale in ogni agenda pubblica per due grandi motivi - spiega Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega a Welfare e Politiche abitative - l'invecchiamento demografico esponenziale e lo sgretolamento delle reti familiari”.

“Bisogna cominciare a ragionare in termini di domiciliarità permanente, - aggiunge Gualmini - anche in caso di non autosufficienza, per allontanare sempre di più la sanitarizzazione spinta. Occorre promuovere le condizioni per lanciare un piano regionale delle fragilità per i prossimi anni".

In Emilia-Romagna nel 2016 sono stati più di 15.000 gli anziani assistiti a domicilio e quasi 9.000 quelli che hanno ricevuto l'assegno di cura. Ora viene promossa la coabitazione come antidoto alla solitudine, come un nuovo modello di abitare per garantire assistenza, dignità e autonomia agli ammalati gravi e anziani non autosufficienti, in alternativa al ricovero in strutture protette, ragionando “in termini di domiciliarità permanente, anche in caso di non autosufficienza”, per continuare a vivere in casa propria, anche quando la malattia lo rende difficile.

La Regione Emilia-Romagna spiega che sommando le risorse assegnate del FRNA e dei Fondi nazionali, che per il 2017 comprendono anche risorse per interventi e servizi provenienti dalla legge del “Dopo di noi” (legge 112/2016), oltre 6 milioni di euro, nonché i risparmi degli anni precedenti (26,700 milioni dal FRNA e 4,5milioni dai fondi nazionali) i finanziamenti complessivi superano i 500 milioni di euro.

Inoltre nel 2017 sono stati stanziati 2 milioni di euro per eliminare gli ostacoli e adattare l'ambiente domestico - appartamenti e spazi comuni di edifici privati - alle esigenze delle persone con disabilità.

Saranno 633 in tutta l’Emilia-Romagna le famiglie che, sulla base di uno specifico bando approvato dalla Giunta, hanno ricevuto i contributi a fondo perduto: 491 richieste riguardano persone totalmente invalide, 142 quelle con una invalidità parziale.

Fonte: http://www.regioni.it/newsletter/n-3298/del-10-01-2018/

Sonia