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Pensione invalidi civili totali: la Corte Costituzionale stabilisce aumento fino 651 euro

La Corte Costituzionale, nella camera di consiglio del 23 giugno ha stabilito che gli invalidi civili totali maggiorenni, in assenza di altre fonti di reddito, potranno percepire 651,51 euro di pensione, ovvero l'aumento (all'epoca in lire) riconosciuto dall'articolo 38 della legge 448/2001. La Corte ha ritenuto inadeguato l'importo attuale di 286 euro, attualmente destinato agli inabili al lavoro.

I giudici di Torino hanno ritenuto violato l'art.3 della Costituzione

Attraverso una sentenza aggiuntiva riferita alla questione della legittimità costituzionale proposta dalla Corte d'appello torinese, i giudici hanno stabilito che non si è ottemperato al principio di uguaglianza della nostra Costituzione. 

È stato preso, come termine di confronto l'assegno sociale che ammonta nell'anno corrente a 459,83 euro lordi al mese, erogato in favore dei cittadini che superano i 67 anni di età in base alle soglie reddituali, mentre agli inabili al lavoro tra i 18 e i 65 anni vengono erogati 286,81 euro lordi al mese. A parere dei giudici, considerando che i due assegni sono sostanzialmente assimilabili, non pare ragionevole il riconoscimento al soggetto inabile, con meno di 65 anni d'età, di una pensione più bassa dell'assegno sociale.

Il trattamento pensionistico varia in base al reddito

La sentenza della Corte, in via di deposizione, diventerà efficace dal giorno dopo che verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, salva la facoltà del legislatore di disciplinare le misure assistenziali per gli invalidi civili totali. 

L'aumento iniziale portava la pensione a quota 516,46 euro, mentre ora a causa dell'inflazione è arrivata a 651,51 euro lordi al mese. Tale somma è inversamente proporzionale al reddito: più quest'ultimo aumenta più il trattamento pensionistico si riduce, venendo comunque garantito a 286,81 euro per redditi tra 8.469,63 e 16.982,49 euro annui. 

Nei riguardi degli invalidi civili totali, l'incremento della pensione a 651,51 euro fino ad ora veniva riconosciuto nel momento in cui il pensionato arrivava a 60 anni, in base ai redditi del soggetto e dell'eventuale coniuge. Al termine dello scorso anno erano 588.534 (il 4,8% in più rispetto al 2018) le persone che percepivano una pensione d'inabilità totale di 285,66 euro mensili per 13 mesi. 

I fondi stanziati per questi trattamenti pensionistici nel 2019 ammontava dunque a 2 miliardi e 190 milioni di euro, ovvero il 6,5% in più dell'anno precedente. Molti di questi pensionati potrebbero ora avere diritto ad un adeguamento della pensione a 651,51, in relazione al proprio reddito.

Il presidente dell'Associazione nazionale mutilati invalidi civili (Anmic), Nazaro Pagano ha asserito in merito: "Siamo soddisfatti per una sentenza che ha rimediato a una totale mancanza Politica che fino ad ora non aveva mai fatto niente al riguardo, ignorando anche le nostre richieste". (di  Mattiachristian Falcone )

Fonte:  https://it.blastingnews.com/economia/2020/06/pensione-invalidi-civili-totali-la-corte-costituzionale-stabilisce-aumento-fino-651-euro-003162724.html?partnerId=1&customParam=encrypted&userKey=_9NLSbnKOF32JAFD5XAIfzVkhuXUtjMKqOHQ3xT32PgY1_