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Norme, leggi e benefici per assistere una persona

Spesso ci troviamo all’improvviso a dover assistere una persona e non abbiamo nessuna nozione di come adoperarci. Ovviamente è sempre bene chiedere e recarsi presso lo sportello servizi sociali del Comune, o presso lo sportello della Asl o dell’ospedale, è possibile anche ottenere informazioni presso il sito dell’assessorato alle politiche sociali della Regione, ma cosa dobbiamo fare se un nostro familiare non è autosufficiente? Per primo e fondamentale si deve chiedere al medico di base di avviare tutte quelle procedure di riconoscimento del nuovo stato di invalidità, inviando la richiesta all’Inps. La persona poi verrà chiamata da una commissione medica della Asl che certificherà il suo grado di non autosufficienza.

Ed è sempre la Asl, che si occupa di valutare le domande per l’Assistenza domiciliare integrata, che comprende cioè ad esempio le flebo o le visite mediche a casa. Anche il Comune, ma in caso di reddito molto basso, può aiutare e partecipare fornendo aiuti come la messa a disposizione e la ricerca di badanti per qualche ora a settimana.

L’Emilia-Romagna concede assegni di cura alle famiglie che vivono con anziani o disabili non autosufficienti o la Toscana ha attivato un bonus per il pagamento della badante.

A quel punto, una volta dato parere favorevole si potranno ottenere benefici economici a seconda della gravità. Tali benefici vanno dall’indennità di accompagnamento mensile di circa 500 euro, erogata in caso di invalidità al 100%, alla fornitura gratuita di carrozzine o pannoloni per chi supera il 33%.

In ogni caso, esistono diverse agevolazioni fiscali come le spese mediche e infermieristiche per i disabili, assistenza infermieristica, le cure per la riabilitazione e la terapia occupazionale, mentre per l’acquisto di poltrone a motore o altri mezzi per la deambulazione, computer, telefoni vivavoce e altro può essere detratto per il 19% solo se il disabile è fiscalmente a carico. Alcune agevolazioni sono estese anche ai parenti. Stessa detrazione si ha anche per pagare una badante e per ricoveri in strutture specializzate se si ha una spesa massima di 2.100 euro all’anno. L’agevolazione vale per le persone che hanno un reddito lordo annuo non superiore a 40.000 euro, accompagnato da un certificato medico che attesti che la persona bisognosa di assistenza come nutrirsi, vestirsi o curare l’igiene personale.

Ciò che pochi sanno è che anche gli anziani senza una certificazione di non autosufficienza possono dedurre i contributi della badante, per un importo massimo di 1.549 euro l’anno, se è regolarmente assunta o viene remunerata con i voucher.

Alessandro Cavernicoli