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L’Assegno per il Nucleo Familiare, cos’è e a chi spetta

Forse non tutti sanno o comunque si conosce a livello generale, ma sapete cos’è e a chi viene dato l’Assegno per il Nucleo Familiare?

Innanzitutto, cos’è?!, si tratta di una prestazione economica che viene data dall'INPS alle famiglie di determinate categorie di lavoratori, tenendo conto del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo. L’assegno familiare spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori dipendenti agricoli, ai lavoratori domestici e somministrati, ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata, ai lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto, ai lavoratori dipendenti di ditte cessate e fallite, ai titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS ed ai titolari di prestazioni previdenziali.
Non è tutto, perché per poterlo ottenere bisogna rispettare i seguenti requisiti: bisogna essere lavoratore o pensionato, coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato, figli minorenni, conviventi o meno, figli maggiorenni con inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro purché non coniugati, previa autorizzazione, figli, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, che fanno parte di nuclei familiari con almeno quattro figli, tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione, fratelli, sorelle del richiedente e nipoti, minorenni o maggiorenni, inabili a lavoro solo se sono orfani di entrambi i genitori che non hanno potuto ottenere il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati, previa autorizzazione, nipoti in linea retta minorenni e viventi a carico dell'ascendente, previa autorizzazione.

Detto questo, vediamo ora quanto spetta: questo dipende, dipende perché l’assegno è calcolato in base alla tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo, come scrivevo prima, l’importante, diciamo in maniera generica, che il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito del lavoro dipendente. E sono considerati i redditi nell'anno precedente al 1° luglio di ogni anno con valore fino al 30 giugno dell'anno successivo. Pertanto, leggete bene, se la richiesta per l’assegno dovessero riguardare i periodi ad esempio che vanno da gennaio a giugno, i redditi che si devono dichiarare devono essere quelli di due anni prima. Invece, se riguarda da luglio a dicembre, i redditi riguardano quelli dell'anno precedente. Inoltre, i livelli del reddito familiare vengono rivalutati anno per anno, ovviamente, con effetto sempre dal 1° luglio di ciascun anno.

Non tutto dev’essere dichiarato, ad esempio il trattamento di fine rapporto e le anticipazioni sui TFR, le rendite vitalizie date dall'INAIL, le pensioni di guerra e le pensioni ai militari di leva vittime di infortunio, le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minorenni invalidi che non possono camminare e ai pensionati di inabilità, le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali, gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati, gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti a quello di erogazione, l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile a imposizione fiscale e gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Ci sono due forme di pagamento ben distinto: l'assegno viene pagato dal datore di lavoro, per conto dell'INPS, ai lavoratori dipendenti in attività, mentre viene pagato direttamente dall’INPS se chi lo richiede è un addetto ai servizi domestici, iscritto alla Gestione Separata, un operaio agricolo dipendente a tempo determinato, un lavoratore di ditte cessate o fallite o beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Per quanto riguarda la domanda, deve essere presentata, per ogni anno a cui si ha diritto e, qualsiasi variazione del reddito e della composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta, deve essere comunicata entro 30 giorni. E come per il pagamento, ci sono due forme per fare la domanda: per i lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo devono essere inoltrate esclusivamente all’INPS tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal cittadino munito di PIN dispositivo, SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), dal sito Internet dell’Istituto al seguente percorso: “Invio OnLine di domande di prestazioni a sostegno del reddito” “Funzione ANF Ditte cessate e Fallite” o telefonando dal cellulare al numero 06164164 se in possesso di PIN o attraverso patronati e intermediari dell’Istituto, anche se non in possesso di PIN. Per i lavoratori del settore agricolo a tempo indeterminato invece si deve presentare la domanda al datore di lavoro con il modello “ANF/DIP” (SR16) cartaceo come attualmente previsto.

Non è tutto, ci sono moltissime casistiche da esaminare, ma penso sarebbe diventato un articolo troppo lungo e  di difficile lettura, pertanto e comunque vi invito a cliccare qui per avere tutte le informazioni anche aggiornate sull’Assegno per il Nucleo Familiare

Alessandro Cavernicoli