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La Legge 104 non per tutti è definitiva

A volte, ci sarebbero anche le leggi, ma spesso queste leggi si perdono dietro a troppa burocrazia. La Legge 104, che credo tutti o quasi conoscono, è una legge che riguarda i diritti delle persone affette da disabilità, l’assistenza e l’integrazione sociale. Questa legge, molto importante per non poche persone, non è definitiva; a volte, cioè, determinate persone devono sottoporsi a una verifica per confermare i requisiti ai benefici della Legge 104.

Quello che ne viene pertanto è che non basta essere disabili, ma entrare dentro un meccanismo burocratico a volte complesso e lungo che, tra l’altro, come punto fondamentale, consiste nell’esame da parte di una apposita commissione medica. È quest’ultima, tra l’altro che, al termine della visita, rilascerà un verbale sul quale potrebbe essere riportato che, entro una determinata data, dovrà essere nuovamente effettuato un accertamento delle condizioni di salute al fine di valutare la possibilità di prorogare o meno il riconoscimento per poter accedere e quindi usufruire dei vantaggi della Legge 104. Con questa visita, è anche poi possibile aggiornare la condizione di disabilità determinatasi in un peggioramento o eventuali altre patologie invalidanti. Naturalmente, se la condizione di disabilità dovesse essere permanente e non subire modifiche nel corso del tempo, la commissione medica non richiederà una revisione e concederà i benefici e le agevolazioni della 104 in modo definitivo. In ogni caso, dopo il rilascio da parte del medico curante di un certificato medico che giustifichi il nuovo esame della commissione, se si tratta di una persona maggiorenne dovrà essere compilato il Modello G codice AP72, invece, se si tratta di una persona minorenne, una persona interdetta o inabilitata dovrà compilare il Modello G/bis codice AP73.

Escludendo, tutta la trafila burocratica, tutti i tempi d’attesa, eventuali rimandi e problematiche varie, da un lato tutto ciò sembra assurdo, il fatto di dover essere continuamente aggiornati, di dover sostenere ogni volta un nuovo controllo per ottenere ciò di cui si ha diritto non è giusto, soprattutto considerando le sofferenze di una persona disabile, ma tutto ciò sarebbe ingiusto se vivessimo in una società dove tutto va bene, a cominciare proprio dalle persone che cercano di imbrogliare il sistema. Ciò che è sbagliato è che, come al solito succede, chi ne viene svantaggiato sono quelle persone oneste che stanno veramente male, che hanno una patologia invalidante che ha problemi nel farsi riconoscere dalle istituzioni o che hanno una determinata disabilità che pur essendo invalidante non è cosi “grave” da non permettere un riconoscimento definitivo, senza dover ogni volta essere costretti a dover ripetere tutto. 

E sarebbe bello che tutti i malati potessero ottenere quei vantaggi che meritano, anche perché io credo che nessuno fra tutte le persone vere invalide che esistono preferirebbe scambiare tutti i benefici che potrebbe ottenere con la salute e uno stato migliore della propria condizione. Chi, in fondo, vorrebbe essere invalido?
Alessandro Cavernicoli