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Il disegno di un futuro migliore

15/01/2018 - AUTORE: Pietro Marino

Spesso i miei argomenti trattano di ambiente , inquinamento, sostenibilità e cibo, perché noi tutti dobbiamo riflettere per tutto quello che circonda la nostra vita su questa terra. Siamo bombardati da inquinamento dell’aria da gas nocivi che seppur in quantità minime, a lungo andare possono creare problemi. Una coscienza che si misura con i temi propositivi del terzo millennio, fondati sui bisogni degli uomini, sul lavoro, sull’educazione, sulla sicurezza, sul rispetto dell’ambiente. In effetti, più che di una libertà, si tratta di un vero e proprio diritto: la protezione dell'ambiente è un diritto fondamentale dell'uomo, presente e futuro, e dunque si traduce in un dovere verso le generazioni che verranno. L’Europa guarda alla ricerca perché s’interroga, perché crede ancora nella forza rigenerativa della cultura, nello spirito che anima i cuori, nella fiducia e nella razionalità come forme convergenti di un progresso rispettoso di civiltà. Per combattere il tumore, ad esempio, occorre agire contemporaneamente sul fronte della ricerca scientifica e su quello della qualità della vita. E’ difficile evitare le leucemie se non si elimineranno le cause che le producono, come la radioattività, il benzene e l’elettromagnetismo. I giorni scorsi mi sono ritrovato a fare una passeggiata d’inverno al mare, dopo diverse mareggiate di questo tortuoso inverno, ho notato tutto quello che il mare tira fuori, un “mare di spazzatura” dalle gomme di automobili, plastica e carcasse di ferro di qualsiasi genere. Tutto questo dovrebbe far riflettere noi tutti. Cosa potrebbe ancora esserci sotto il nostro amato mare? Se vogliamo combattere le malattie tumorali e le malattie dell’apparato respiratorio, se vogliamo veramente lottare per un ambiente umano, bisogna che l’uomo muti radicalmente stili e comportamenti, restituendo alla natura la sua dignità. Tutti abbiamo visto o sentito parlare dell’isola di plastica formatasi nel oceano pacifico, immagini che hanno fatto rabbrividire tutti . Si trova nel versante meridionale del Pacifico e sembra destinata a diventare grande come l'accumulo di rifiuti che da tempo galleggia più a nord. Secondo le stime degli scienziati, la distesa di immondizia copre una superficie di 2,6 milioni di chilometri quadrati, circa otto volte la dimensione dell'Italia. Si tratta di un mix di correnti marine, che convoglia in questo angolo di oceano le enormi quantità di spazzatura , bensì da detriti plastici più piccoli di un chicco di riso, che si estendono in verticale e in orizzontale, formando qualcosa di molto simile a una nuvola di smog. Se continueremo a non occuparci della salute dell'ambiente, "le generazioni a venire pagheranno per centinaia di anni la nostra insensata violenza sulla natura. La vita stessa sul pianeta Terra potrebbe alla lunga rivelarsi soltanto un episodio effimero". Non ci si può dimenticare che "l'ambiente naturale svolge per noi, gratuitamente, alcuni servizi fondamentali senza i quali la nostra specie non potrebbe sopravvivere. Gli ecosistemi contribuiscono a purificare l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo. Viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia, divisi tra benessere e malessere, incapaci di ridare forza a uno stile di vita che è prigioniero di molta superficialità. Mi viene da dire come una vecchia frase, “che per andare avanti, dobbiamo tornare indietro”. Vita e ambiente sono un binomio inscindibile, per questo occorre rivedere stili e modalità di comportamento. L’umanità ha il dovere di ritrovare se stessa, di ricreare rapporti leali, di ricucire strappi, sviluppare sistemi d’ interazione e di solidarietà con l’ambiente. La sensibilità e l'attenzione di tutti noi può far cambiare il modo di porsi per il rispetto dell'ambiente .

Piero