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Dal 1° ottobre nuovi contratti per badanti, colf e baby-sitter

L'Italia è un paese in cui colf, badanti e baby-sitter sono figure sempre più familiari.
In molte case italiane le troviamo presenti anche 24 ore su 24 per assistere persone disabili o anziani. E purtroppo, capita frequentemente che questo lavoro sia retribuito, come si suol dire, “in nero”.
Ci sono però delle buone novità per tutti, infatti, il nuovo contratto che riguarderà tali lavori domestici cercherà di chiarire ogni aspetto nel particolare. Andiamo a capire a grandi linee cosa cambierà.

Partiamo dal nome. Ebbene sì, d'ora in avanti tutti questi lavoratori avranno un solo nome: assistenti familiari. Saranno inquadrati su diversi livelli che cambieranno in base alle competenze e alle mansioni ricoperte.

“Dal 1° ottobre, per le famiglie che hanno bisogno di un'assistenza continua - spiega il vice presidente di Assindatcolf Alessandro Lupi - sarà economicamente più conveniente assumere la badante notturna o una lavoratrice in sostituzione della titolare”.

Tale accordo inquadra i nuovi assistenti familiari in 4 livelli, a ciascun livello corrispondono 2 parametri retributivi differenti, essi si basano sulla conoscenza e sulle competenze possedute che dovranno poi essere confrontate con le richieste della famiglia in questione. “Operando un netto distinguo tra lavoratori che coadiuvano le famiglie nel ménage quotidiano, e coloro i quali lo fanno prendendosi cura di un altro essere umano”, continua il vicepresidente.

Ecco una distinzione che ora appare più netta. Troveremo quindi coloro che lavorano per mandare avanti la casa, il ménage familiare. E chi si occuperà della cura della persona (anziani, disabili fisici o psichici, o bimbi in difficoltà).

Andiamo a capire cosa si prevede in termini economici.

Per il livello medio B Super si prevede un sistema di indennità dal 1° ottobre 2020 - da 100 euro a quasi 116 euro - erogate in aggiunta alla retribuzione minima a coloro che assistono bambini fino al sesto anno di età e agli assistenti familiari che assistono più di una persona non autosufficiente, riconoscendo così i reali carichi di lavoro effettivamente prestati. E dal 1° gennaio 2021 anche un aumento economico mensile pari a 12 euro.

Vedremo inoltre una nuova figura professionale, quella dell'assistente educatore formato. Si tratta di un aiuto in più per chi ha l'esigenza di accudire, all'interno delle mura domestiche, persone, anche bambini, in condizioni di difficoltà perché affette da disabilità psichica oppure da disturbi dell'apprendimento o relazionali.

Il lavoro domestico diventa sempre di più "lavoro di cura". I dati parlano chiaro: le colf diminuiscono (-32,1% dal 2012) e aumentano le badanti (+11,5% dal 2012), segno di una popolazione che invecchia e sente la necessità di assistenza. Queste le parole del segretario generale di Domina, associazione di famiglie datori di lavoro domestico, Lorenzo Gasparrini, commentando l'accordo per il rinnovo del contratto di lavoro domestico:

“Il nuovo testo si rivolge a un pubblico potenziale di 4 milioni di persone tra famiglie e lavoratori domestici e si applica ad un settore che produce l'1,3% del Pil (18,96 miliardi di euro di valore aggiunto) contando anche il lavoro sommerso del settore (circa 58,3%)”.

Tra le principali novità ci sono l'estensione del periodo di prova a 30 giorni per tutti i lavoratori conviventi, l'indennità mensile di 100 euro per i lavoratori a livello C Super o D Super addetti all'assistenza di più di una persona non autosufficiente e il livello unico per le baby-sitter. Conclude dicendo “Nel nuovo contratto abbiamo introdotto il valore della formazione, fondamentale per dare dignità al lavoratore e maggior tutela alla famiglia”.

Sembrerebbe proprio vero quindi, il nuovo contratto dà finalmente il giusto valore alle persone che da anni stanno nelle nostre case, vivono con noi, lavorano per aiutarci in tutto.
Si spera davvero che questo scoraggi quelle persone che spesso senza alcuna competenza né alcuna predisposizione, si spacciano per assistenti qualificati creando ulteriori difficoltà.
Curare chi ne ha maggiormente bisogno deve essere sempre una vocazione e sia i lavoratori che noi, datori di lavoro, dobbiamo impegnarci per rispettare i diritti degli altri ma anche di far valere i nostri.


Margherita Rastiello