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Calabria. Diritto allo studio, fondi dimezzati: «Colpiti i disabili»

29/10/2017 - AUTORE: Redazione DA

Dimezzati i fondi per il diritto allo studio in Calabria e i primi a soffrirne le conseguenze sono gli alunni disabili. Lo denuncia il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione, Antonio Marziale, che ricorda come i fondi siano passati dai 9,6 milioni di euro del 2010 ai 4,4 di quest’anno. «Il drastico ridimensionamento dei contributi – sottolinea Marziale – deve, paradossalmente confrontarsi con l’aumento della disabilità, che riferita soltanto al “primo ciclo” (elementari e medie), cioè quella da finanziarsi con la legge regionale, vede un totale di 5.251 bimbi disabili. Mentre quelli del “secondo ciclo”, coperti dal Dpcm del 30 agosto 2016 ammontano a 2.162 adolescenti disabili».

I tagli dei contributi colpiscono anche il servizio mensa, dove il rimborso a pasto per ogni bambino varia dai 18 ai 25 centesimi al giorno. « Neanche una caramella costa così poco » , ironizza, amaramente, Marziale. «Tra i servizi e gli interventi previsti dalla legge regionale 27/85 – continua il Garante – vi sono quelli destinati ai minori diversamente abili, diritti fondamentali e come tali inviolabili da parte del legislatore e degli amministratori pubblici, in quanto vi è un nucleo indefettibile di garanzie che devono essere agevolate senza condizioni. Nel caso rilevato, il diritto all’istruzione viene finanziariamente condizionato in contrasto con gli articoli 3, 34 e 38 della Costituzione Italiana e 24 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, tutti riferiti al diritto all’istruzione, cui l’Italia è tenuta ad uniformarsi».

Il “caso-Calabria” non è, però, isolato sul territorio nazionale, anche alla luce dell’aumento degli alunni disabili. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Miur e relativo all’anno scolastico in corso, gli alunni con disabilità sono 234.658, diecimila in più rispetto all’anno scorso. Il contingente maggiore (83.232) frequenta la scuola primaria, mentre 65mila sono iscritti alle medie e altrettanti alle superiori. Infine, 19.571 bambini disabili frequentano la scuola dell’infanzia. Sul versante del diritto allo studio, i problemi maggiori sono alle elementari e alle medie, soprattutto quando ci sono allievi con disabilità grave. Secondo l’Istat, l’8% dei disabili alla primaria e il 6% alle medie non sono autonomi nelle tre principali attività: spostarsi, mangiare e andare in bagno. E non sempre l’assistenza è garantita, dato che, rileva sempre l’Istituto di statistica, l’8% delle famiglie della primaria e il 5% di quelle delle medie, hanno dovuto presentare un esposto in Tribunale per ottenere l’aumento delle ore di sostegno cui i loro figli avevano diritto.

Anche quando l’insegnante di sostegno c’è (138.849 i posti programmati per quest’anno scolastico), la continuità didattica non è sempre assicurata. È sempre l’Istat a ricordare come il 16% degli alunni con disabilità della primaria e il 19% di quelli delle medie ha cambiato insegnante di sostegno durante l’anno. Addirittura i 42% degli alunni delle elementari e il 36% di quelli delle medie ha cambiato docente di sostegno rispetto all’anno precedente.

FONTE: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/